9.29.2015

Bookish lists #8 : I 10 FINALI PIU' RICORRENTI NEI LIBRI!

Bookish Lists è la rubrica principale del blog. Periodicamente affrontiamo in maniera del tutto ironica e piuttosto diretta una lista composta da diversi punti riguardo a un preciso topic libresco.



Buongiorno miei cari colleghi lettori,
Non so voi, ma in questo periodo mi ritrovo in quel bizzarro e confusionario stadio limbesco che divide l' estate dall'autunno, dove la mia mente vuole mettersi il costume e andare a Bora Bora, mentre il mio corpo desidera solo andare in letargo con un bel plaid scozzese. E ho freddo.  Tanto freddo. E non è ancora inverno, e mi sto preoccupando. Ditemi capita anche a voi? In ogni caso, non sono qui per parlarvi dei miei problemi termoregolatori bensì sono qui per intrattenervi con una bookish list nuova di zecca, per l'esattezza, un'ironica bookish list incentrata sui finali dei libri. Dopo una prolungata ricerca effettuata dai più affermati letterati dell'università di Cambr... Ok, va bene, da me...ecco i 10 finali più ricorrenti nei libri. Are you ready?


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1. Il finale aperto proprio sul momento cluo...
o comunemente detto: "Grandissima testa di c***o perché devi rovinarmi la vita!"



2. Il finale inutilmente aperto
o comunemente detto:  "Miei cari lettori fessacchiotti ho deciso che voglio comprarmi una casa a Malibú, di conseguenza risucchierò ogni vostro risparmio con una bella trilogia. Poco importa se la storia poteva essere conclusa con un solo libro!"


3. Il lieto fine 
o comunemente detto:  "Così faccio felici tutti!"


4. Il finale dolce amaro 
o comunemente detto:  "Se aggiungo un po' di malinconia il mio libro non sembrerà uno squallido chick-lit!"


5. Il finale senza senso
o comunemente detto: "Di merda"



6. Il finale shock
o comunemente detto: "Hdgsafbvgbysetufanybrshfrasj!!!!!!!!!!!!!!!!!!!"



7. Il finale in sordina
 o comunemente detto: "L'ultimo capitolo sarà sicuramente dopo i ringraziamenti!"



8. Il finale con morale
 o comunemente detto:  "Non l'ho capito, ma davanti agli altri mi inventerò qualcosa"


9. Il finale dove muore il/la protagonista
o comunemente detto: "Mi prenderò tremila accidenti, ma almeno si parlerà di me"



10. Il finale lampo dove non accade nulla fino alle ultime 20 pagine
 o comunemente detto: "C***o é vero! L'editor mi ha detto che devo stare dentro le 320 pagine!"




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Ecco,  questa è la mia Top 10!  Sono certa che, più di una volta, anche voi sarete inciampati in uno di questi finali. Ditemi, quali di questi sopportate di meno e apprezzate di più? Fatemi sapere. A prestissimo.

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- Sole -

9.24.2015

TUTTE LE VOLTE CHE HO SCRITTO TI AMO - Jenny Han || Recensione

TITOLO: Tutte le volte che ti ho scritto ti amo
AUTORE: Jenny Hand
CASA EDITRICE: Piemme
PREZZO: euro 16,00 (ebook: euro 6,99)

Valutazione: ★★★/5

TRAMA:  "Io adoro conservare le cose. Non cose importanti, come i documenti, i risparmi o la biodiversità. Sciocchezze e oggetti inutili. Nastri per capelli. Lettere d'amore. Le tengo in una cappelliera verde acqua. Non sono lettere d'amore che mi hanno scritto, perché non ne ho. Sono lettere che ho scritto io. Ce n'è una per ogni ragazzo che ho amato: cinque in tutto." Lara Jean non ha mai apertamente dichiarato di essere cotta di qualcuno. Quello che fa è scrivere a ciascuno dei ragazzi di cui si è innamorata una lettera, che poi imbusta e custodisce gelosamente in una vecchia cappelliera. Un giorno, però scopre che tutte le lettere sono state spedite... e all'improvviso la sua vita diventa molto complicata, ma anche molto, molto più interessante.






COSA MI È PIACIUTO!

- La copertina è bellissima;

- La trama è carina e originale. Lara Jean sin da quando era piccina era solita scrivere  lunghe lettere a tutti quei ragazzi che le hanno spezzato il cuore. Un giorno, però, tutte le lettere vengono misteriosamente spedite alle sue cotte passate tra cui Peter, il belloccio della scuola e John, il ragazzo di suo sorella. Si intuisce subito chi è il personaggio misterioso che ruba le lettere a Lara Jean, e se ci sono arrivata io, voi ci arriverete ancora prima. In ogni caso, chi è stato non è importante, piuttosto è divertente constatare  la serie di eventi che si innescano quando tutti i ragazzi ricevano le lettere.

- Peter. Peter è il "belloccio" della scuola, nonché uno dei destinatari delle lettere di Lara Jean. Ammetto di avere avuto una piccola cottarella per lui perché nonostante sia lo stereotipo del ragazzo popolare, figo, sportivo, amico di tutti è un ragazzo, a suo modo, coerente e realistico. 

- La dolcezza del primo amore. Quando Lara Jean viene a conoscenza del disastro accaduto, ovviamente cerca di rimediare. In particolare, vuole fingere di non essere realmente interessata  a John,  l'ex fidanzato della sorella, dicendo che quello che aveva scritto risaliva a molto tempo prima e che ora è felicemente fidanzata. In aiuto arriva Peter, che nonostante le brutte parole che gli ha scritto è disposto a fingere una relazione con lei per ingelosire la ragazza che lo aveva lasciato. Non è un grande spoiler se vi dico che quello che Lara Jean prova per John non è vero amore ma solo una piccola grande cotta, mentre quello che sta nascendo per Peter potrebbe essere qualcosa di più grande. I loro momenti assieme sono dolcissimi e tenerissimi.  

COSA NON MI È PIACIUTO

- Lara Jean. Viene descritta come una protagonista piacevole, timida, eccentrica in fatto di vestiti e buona come un pezzo di pane. Ed è così, in effetti. Peccato che al contempo l'abbia trovata anche molto insulsa, infantile sia nel modo di gestire la sua vita familiare e sia nel modo di gestire la sua vita amorosa. Solo per farvi capire la maturità di questa ragazza, ecco un piccolo brano.   
"Lei non capisce; ha solo un fratellino. Lei non sa com'è tra due sorelle. Margot e io abbiamo fatto un patto alle medie. Abbiamo giurato che avremo fatto sesso solo dopo il matrimonio o solo se fossimo state davvero innamorate e almeno ventunenni. Forse Margot era davvero innamorata, ma non è sposata e non ha ventun anni. Non si si rimangerebbe mai la parola data. Tra sorelle, un patto è tutto."
  

(Sia chiaro, la sorella ha età da college e stava con John da tre anni!)

- Margot. Margot è l' adorata sorella di Lara Jean che dalla morte della madre le ha fatto praticamente anche mamma. All' inizio del libro parte per andare in Scozia a studiare, lasciando il fidanzato con cui stava da anni. Mi è piaciuta? Per niente. È assente per la maggior parte della storia, ma  quando c'è è come se non fosse presente. In pratica, ha la caratterizzazione di un foglio di carta velina.
- John. John è il fidanzato di Margot, o meglio l' ex fidanzato di Margot, nonché la cotta storica di Lara Jean. Quando Margot parte per la Scozia lasciandolo, lui è scioccato, ma l' arrivo per posta della lettera di Lara Jean lo mette nuovamente alla prova. Ebbene sì, perché nonostante siano passate poche settimane dalla rottura, John comincia a pensare a Lara Jean come ad una ragazza e non più come alla sorella della fidanzata. Io non l'ho sopportato, devo ammetterlo, l'ho trovato arrogante e spesso insistente. 
- Dinamiche familiari decisamente poco veritiere. Riguarda tutta la famiglia, ma in particolare fra Lara Jean e la sorella maggiore Margot ci sono degli scambi di battute così dolciose che persino la Rosita di Banderas sarebbe talmente nauseata da smettere di fare uova, mandando così in fallimento l'intero Mulino Bianco. Insomma, mi piace vedere due sorelle unite, ma c' è una differenza colossale fra una buona relazione e ...
 un episodio dei Teletubbies!
- Poco profondità e freddezza in generale. Questo libro aveva molti aspetti che, se narrati bene, avrebbero potuto dare ottimi spunti di riflessione. La morte della madre di Lara Jean, ad esempio, o comunque le emozioni più profonde di questa ragazza, vengono narrate con la stessa di profondità con cui l'autrice parlerebbe dell'abbigliamento del giorno di Lara Jean, anzi, no,  in quel caso ci mette più impegno!

IN CONCLUSIONE: Tutte le volte che ho scritto ti amo si legge velocemente,  ma purtroppo si dimentica altrettanto velocemente. L'ho trovato un libro piuttosto sciatto e freddo di sentimenti, e di sicuro, se siete abituati a leggere tanti young adult come me, probabilmente lo troverete anche molto infantile. Nonostante ciò, il libro si legge bene e se per caso vi capita di trovarlo in biblioteca, o qualcuno ve lo presta, leggetelo, in caso contrario, invece, pensateci un attimo prima di acquistarlo.  Consigliato:  Ni!


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Avete già letto questo libro? Vi è piaciuto? Fatemi sapere. Noi ci vediamo prestissimo con un book haul!


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- Sole -

9.21.2015

L'ULTIMA VOLTA CHE TI HO DETTO ADDIO - Cynthia Hand || Recensione

TITOLO: L'ultima volta che ti ho detto addio
AUTORE: Cynthia Hand
CASA EDITRICE: Harlequin Mondadori
PREZZO: euro 14,90 (ebook: euro 7,99)

Valutazione: ★★★★★/5

TRAMA:  Lexie Rigs è un genio della matematica tutto per lei è rigorosamente razionale, così quando inizia a percepire in casa segni della presenza del fratello - da poco scomparso - non riesce a confidarsi con nessuno.

Di certo non lo può dire a sua madre, già convinta che Tyler sia con loro. Non può raccontarlo alle amiche nerd come lei, perché la prenderebbero per pazza. Non può lasciarselo scappare nemmeno con il suo psicanalista: non vuole certo finire imbottita di farmaci.

Alla fine, lo confida alla vecchia amica e vicina di casa, Sadie, che non si scompone minimamente di fronte a quell'assurdità, e anzi la aiuta a capire che cosa potrebbe volere Tyler da lei, se davvero si trattasse di lui.

Inizia così per Lexie una sorta di viaggio nelle ultime ore del fratello, e ogni tassello del mistero che circonda la sua morte trova piano piano il suo posto. Così Lexie capisce che un fantasma non deve per forza essere vero per impedirti di andare avanti. E ora è il momento di andare avanti..





COSA MI È PIACIUTO!

- La scrittura, fresca e godibilissima. 
- Giusta lunghezza. Questi generi di romanzi drammatici generalmente hanno due difetti: o sono troppo corti, e spesso rischiano di tralasciare la risoluzione di alcuni aspetti, o sono troppo lunghi, e ci sommergono di frasi strappa lacrime che dopo un po’ iniziano a darci l' orticaria. L' ultima volta che ti ho detto addio è esattamente nel mezzo: è lungo, ma non troppo. 
 - Lex mi ha catturato un pezzo di cuore. Amo i personaggi come lei, quelli un po' folli ma al contempo incredibilmente umani, e dubito che riuscirete a non immedesimarvi in lei. La conosciamo come  la secchiona della scuola, iscritta al club della matematica, fredda e controllata, e tutti, noi lettori compresi, ci domandiamo come mai sia così posata nonostante abbia da poco perso il fratello. Lo scopriremo pian piano, ovviamente, impareremo a capirla, a conoscere i suoi segreti e i suoi più profondi sentimenti, e vi assicuro che se da un lato piangeremo come delle fontane dall' altro saremo capaci anche di sorridere. 
Lex e la sua mente matematica. É una secchiona, ma definirla come uno stereotipo da telefilm americano sarebbe veramente troppo o troppo poco. Lei è una ragazza assolutamente normale, almeno di aspetto, ma la sua mente è di sicuro più spettacolare rispetto alla norma. Diciamo che vede la vita attraverso i numeri, ed è stato molto, ma molto interessante conoscere la sua prospettiva. (Ps: grazie a questo libro ho imparato la serie di Fibonacci, non ridete,  mi sento molto realizzata! )
- L' analista e l' idea di tenere un diario. Dopo la morte del fratello, Lex inizia a frequentare Dave, un analista che le consiglia di tenere un diario per aiutarla ad affrontare il momento. Ovviamente noi saremo partecipi alle stesura di questo diario e, all' inizio di ogni capitolo circa, conosceremo la storia di Lex. Siccome il libro inizia quando Ty è già morto, approfondiremo anche il suo rapporto con il fratello. Preparate i fazzoletti per alcuni precisi passaggi.   
- Come viene trattato il tema del suicidio. L' autrice ci narra di questo tema in maniera schietta, tanto che spesso ammetto di essere rimasta piuttosto scossa quando parlava della fredda premeditazione con cui Ty aveva preparato tutto prima di uccidersi. La mia mente e il mio cuore desideravano che Ty avesse commesso questo gesto per una ragione "plausibile", perché solo in quel modo avrei "provato a capirlo", ma invece non è stato così. Sottolineo questo fatto, perché l' autrice ci lascia intendere che la depressione non è solo provocata da terribili avvenimenti, ma che per alcune persone si tratta solo di una serie di piccole, brutte cose che hanno iniziato a scavare un buco dentro di loro. Ho apprezzato questa sua sincerità. Pensavo di leggere una banale storia drammatica su una ragazzina che perdeva il fratello, ma mi sbagliavo. È molto di più. 
- Steven.  Lui è l'ex ragazzo di Lex, intelligentissimo e incredibilmente ben delineato.  Fisicamente compare poco nella storia, forse più attraverso i ricordi di Lex, ma per lui ho solo belle parole. Ho adorato il fatto che il suo comportamento e i suoi modi di fare fossero esattamente quelli di un ragazzo della sua età e non quelli di un ibrido quarantenne. Altro che bamboccioni palestrati e tatuati tipici di questo genere, nei young adult dovrebbero esserci più ragazzi come Steven.

- Il tempo non fa dimenticare ma aiuta. Con mio grande dispiacere, leggendo i ringraziamenti a fine libro, ho saputo che anche l' autrice ha avuto la stessa terribile vicenda di Lex. Quali siano le nostre vite, la sua morale che ha voluto donarci è un ottimo messaggio destinato a tutti.

- Mi sono commossa, molto commossa, e siccome non piangevo da un pezzo per un libro lo considero un aspetto degno di nota.


COSA NON MI È PIACIUTO

- La copertina. Quella italiana non è brutta, sia chiaro, ma quella in lingua originale è assolutamente perfetta. (Chi lo ha letto, o lo leggerà, capirà).


IN CONCLUSIONE: Come vedete questa volta non ho scritto praticamente nulla sotto alla sezione "cosa non mi è piaciuto", forse perché come ho già accennato prima era da un po' che non leggevo un libro che mi prendesse tanto.  Non nego che potrebbero esserci dei piccoli aspetti che la "me autrice" avrebbe affrontato diversamente, ma sono aspetti che hanno il valore di un granello di sabbia in una scarpe, ovvero, non rilevanti. Vi consiglio di leggere questo romanzo, non solo se amate le storie ricche e potenti, ma soprattutto se desiderate immergervi in quelle storie che sono capaci di trovare della luce anche nel buio, della gioia nella tristezza, ma soprattutto della vita nella morte. 

Si dice che al mondo esistono troppi libri per perdere tempo con quelli brutti, bé… ascoltate me, perdete pure del tempo con questo libro. Consigliato: Assolutamente sì!


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Avete letto questo libro? Vi è piaciuto? Vorrei davvero sapere la vostra opinione. A presto con una nuova recensione.


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- Sole -

9.14.2015

Books Thoughts #10: I 5 aspetti negativi di leggere nel XXI secolo!

Buongiorno lettori,
oggi avevo intenzione di pubblicare una nuova recensione, ma ancora prima di iniziare a scriverla mi sono decisa a fare le pulizie autunnali nella sezione bozze del blog. Fra le decine di post cadaveri che infestano la mia dashboard, ho trovato questa bozza intitolata: I 5 aspetti negativi di leggere nel XXI secolo. Sembra incredibile che esistano dei lati negativi nella lettura, lo so, ma non è poi così vero, soprattutto non nel secolo in cui viviamo.


1. Dobbiamo fare i conti con un ecosistema abusato dall'uomo 

Non viviamo più nella bambagia dei secoli scorsi, la situazione del nostro pianeta ci è ben chiara grazie a studi scientifici che poi vengono facilmente divulgati attraverso la TV o i giornali. Certo, abbiamo sempre saputo che la carta proviene dagli alberi e che gli alberi non hanno la capacità di rigenerarsi cosi facilmente o velocemente, in ogni caso, oggigiorno siamo di sicuro più suscettibili a questo argomento perché per la prima volta nella storia stiamo assistendo ad un allarme rosso deforestazione.


Tempo fa lessi sul sito Focus.it un breve articolo (qui) che spiegava che con un albero si producono in media 79500 pagine. So che sembra un numero assurdamente grande, ma non è così. Provate, ad esempio, a prendere un bestseller mondiale da 14 milioni di copie vendute come I pilastri della terra di Ken Follet (Bellissimo tra l’altro, dovete proprio leggerlo!) che ha all'incirca 1300 pagine a copia, e bè, facendo un piccolo calcolo ci accorgeremo che il numero di alberi che sono stati necessari, benché approssimativo, non è poi così piccolo! Se poi iniziamo a pensare agli altri milioni di best-seller al mondo, ci accorgeremo che la situazione è molto meno stabile di quanto sembra. Discorso molto scomodo per noi amanti della carta, lo so, ma è di certo un tema di cui noi amanti lettori della carta dobbiamo essere ben coscienti

2. Brutte riproduzioni cinematografiche

Può suonare stupido, ma di sicuro nei secoli scorsi quanto la televisione non era ancora nella mente del suo creatore, nessuno si preoccupava del fatto che il proprio libro preferito potesse venire completamente stravolto da una sceneggiatura che faceva acqua da tutte le parti e da un cast scarso.


Pensandoci bene non sono tanto le lacune che mi fanno innervosire, voglio dire se nel bene o nel male la storia fila, mi va bene, ma sono quei cambiamenti del tipo scegliere un’attrice strafiga solo perché così attirerà più gente o cambiare definitivamente luoghi e circostanze che mi fanno venire l’orticaria. Certo, molte volte ciò che viene prodotto non è male, nonché meglio del libro stesso, in effetti, ma al contempo MOLTE altre volte i film sono talmente terribili che vorresti scappare dal cinema e inciampare in Will Smith solo per pregargli di cancellarti la memoria con il suo neutralizzatore.

PS: L'immagine fa parte di un post che ho scritto alcune settimane fa riguardo le differenze fra libro e riproduzione cinematografica. Se volete darci un'occhiata, cliccate qui.

3. La pirateria dei libri digitali

La pirateria questo famoso fardello che sta scavando un foro enorme in quella che è già  la precaria situazione editoriale italiana.  Le case editrici dovrebbero avvicinarsi di più a noi lettori e rendere i costi più accessibili alle nostre tasche, questo è vero, soprattutto perché studi dimostrano che sono proprio i giovani che leggono maggiormente in Italia. Questo potrebbe contribuire, ma dubito risolverebbe il problema.


La gente scarica tramite internet come abitudine ormai, poco importa se l'e-book in questione costa 6,99€ o 1,99€, se è accessibile allora si può prendere e finché non verrà dato il giusto valore alla scrittura non cambierà nulla. Lo ammetto, se dovessimo acquistare a prezzo pieno tutti i libri che ci interessano probabilmente in questo momento staremo tutti vivendo sotto lo stesso ponte. Quindi, quali soluzioni potrebbero essere valide?  Frequentare maggiormente le biblioteche, ad esempio, stando attenti alle nuove uscite, utilizzando siti di scambio come soloscambio.it, dove parlo per esperienza potrete scambiare in tutta sicurezza qualsiasi tipo di libri e, perché no, trovare anche uscite molto recenti, e, per finire, acquistando su siti come comprovendolibri.it libri per trovare libri usati a prezzi ottimi oppure vendere su libraccio.it i libri che non desideri più tenere in casa, in cambio di un buono sconto o di denaro.

4. Tutti vogliono diventare scrittori

In questi ultimi anni diventare uno scrittore sembra essere un lavoro piuttosto desiderato. Probabilmente ciò è provocato dal fatto che, grazie all'aumento delle riproduzioni cinematografiche, la lettura commerciale ha avuto un enorme successo, in ogni caso, sono tantissimi i giovani, e i meno giovani, che si cimentano in questa tortuosa carriera. 


Avere un blog letterario mi ha dato modo di costatare personalmente questo fenomeno. In un mese mi arrivano parecchie mail di autori autopubblicati che mi chiedono di parlare dei loro libri. Per quanto possa apprezzare la tenacia di queste persone, perché scrivere un libro non è mai una passeggiata, a volte mi rendo conto di quanto molti di quei libri che mi passano sotto agli occhi saranno dimenticati. Ovviamente, seppure più avvantaggiati, questo riguarda anche i libri pubblicati dalle grandi case editrici, perché il problema non sta nell'essere pubblicato o essere un self publishing, ma nel scrivere tutti le stesse storie con, chi più chi meno, le stesse dinamiche. Capisco che la gente, soprattutto i giovanissimi, vogliano parlare di ciò che amano, e non voglio nemmeno criticare le scelte di nessuno, perché anch’io amo leggere questi generi di libri, anzi no, probabilmente rappresentano l'80% delle mie letture, ma a volte mi soffermo a pensare a come sarà la letteratura fra qualche anno. Arriveremo ad un punto dove tutti scriveranno delle stesse cose, nello stesso modo, solo perché piace al pubblico?

5. Acquisti online e librerie ai ferri corti

Sì sa, siamo in un presente storico dove spendere denaro non è esattamente semplice come a dirlo. E per quanto possiamo amare la lettura, preferendo magari un libro a una maglietta, siamo sempre sull'attenti per cercare di spendere il meno possibile. La legge editoriale Levi afferma che sia negli store online, nelle piccole e nelle grandi librerie i libri non possono avere uno sconto superiore del 15%, di conseguenza i libri costano praticamente uguale dappertutto. Quindi, cosa spinge le persone ad acquistare su internet a svantaggio delle librerie?


Primo, la comodità. In effetti, basta un click per ricevere dopo pochi giorni il tuo bel paccone direttamente sul tuo pianerottolo, per non parlare poi della possibilità di preordinare un libro su internet, in altre parole acquistandolo ancora prima che esca per poi ritrovarselo, o almeno così si spererebbe, a casa lo stesso giorno della data di uscita nelle librerie. Secondo, il risparmio. Come ho già detto non si possono trovare sconti superiori al 15%, ma in alcuni siti e possibile trovare sezioni dove acquistare libri nuovi al 50%, oppure usati e a prezzi stracciatissimi. Questi aspetti, che per noi sembrano fantastici, per le librerie, soprattutto le piccole, sono un vero e proprio tasto dolente, nonché i motivi per le quali molte stanno chiudendo. Triste, lo so, ma giustamente noi abbiamo tutto il diritto di pensare prima alle nostre tasche.

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Questo è tutto, lo so che questo post è un po' più diverso dal solito, ma spero vi piaccia comunque. In ogni caso, aspetti negativi o non, leggere rimane l'hobby più bello del mondo. Fatemi sapere la vostra, sono davvero curiosa. A presto con una review.

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-Sole-


9.01.2015

Bookish lists #7: I 17 cliché più ricorrenti nella letteratura giovanile!

Bookish Lists è la rubrica principale del blog. Periodicamente affrontiamo in maniera del tutto ironica e piuttosto diretta una lista composta da diversi punti riguardo a un preciso topic libresco.


Buongiorno lettori,
come state? Come procedono le vostre letture? Poco fa stavo cercando di scegliere la mia prossima lettura, controllando attentamente fra la pila di libri da leggere che ho nella mia libreria, quando mi è venuta un'idea per un post e mi sono messa subito davanti al PC. Come sapete io amo la letteratura giovanile: i Young Adult, i Paranormal, i Distopici, gli Urban Fantasy, meno i New Adult, ma anche di quelli ne ho letti prima di arrivare a questa conclusione, e, ormai, penso di essere molto consapevole di quanto questi generi abbiano in comune tantissimi cliché che a volte gli autori inseriscono volontariamente, mentre altre volte, e lo spero per loro, inconsciamente. Dopo averci riflettuto un po’, ecco, quindi, la lista di tutti quei cliché che mi sono capitati maggiormente di incontrare durante questi anni.



1) Nei distopici quasi sempre viene data più importanza all'ora piuttosto che al prima, spiegando frettolosamente e a grande linee i motivi che hanno portato il mondo ad essere come noi lo leggiamo.


  
2) Generalmente le ragazze si sentono tutte brutte, incapaci, e goffe, ma in qualche modo riescono sempre ad attirare il ragazzo più bello e irraggiungibile.

  
3) La maggior parte dei protagonisti maschili nei New Adult possiedono tatuaggi.
Anche nei paranormal e nei distopici sono spesso presenti, ma in quel caso i tatuaggi rappresentano la tribù, o comunque il gruppo di provenienza, piuttosto che realizzati per un fattore estetico.



4) Nei paranormal sono spesso legate alla storia, o alla protagonista, profezie inerenti a leggende antiche come quelle greche, egiziane, celtiche...ecc


5) Nei paranormal raramente la protagonista s'innamora di un ragazzo che non sia un essere paranormale.



6) Praticamente nessuna ragazza nei paranormal si spaventa quando il ragazzo che le piace gli riferisce che lui è un lupo mannaro, un vampiro in decomposizione da secoli o un angelo della morte. 



7) In tutti questi generi è possibile riscontrare adolescenti con fisici da palestrati, capaci in ogni cosa e, molto spesso, stronzissimi con tutti, specialmente con la protagonista.


8) In tutti questi generi è comunissimo il fenomeno del ragazzo appena arrivato in città.



9) Nei distopici la società attuale è quasi sempre divisa in fazioni.


10) Nei YA sono sempre più presenti dei protagonisti affetti da malattie incurabili.


  
11) In quasi tutti questi generi la protagonista o il protagonista manca di uno, o addirittura di entrambi i genitori.



12) Per qualche strana ragione i ragazzi di questi generi hanno sempre l' abitudine di alzare un sopracciglio quando flirtano.


  
13) Nei paranormal c' è la probabilità del 99, 999 periodico che la protagonista abbia poteri o li acquisirà in qualche modo in futuro.


  
14) Generalmente il cattivo della situazione è solo cattivo e quasi mai viene spiegato il motivo che lo ha reso tale.




15) Nei New adult è molto probabile che la protagonista conosce il suo futuro ragazzo dopo che questo la salva da un molestatore incontrato ad una festa.


  
16) In tutti questi generi è presente il triangolo amoroso.




17) In quasi tutti i generi, ma in special modo nei New adult, la ragazza è vergine mentre il ragazzo è laureato con specializzazione in materia.





Ecco qua, questi sono tutti i cliché che sono riuscita a trovare, anche se sono certa che ce ne sarebbero da dire come minimo un'altra dozzina. Ovviamente, questo post vuole essere anche molto scherzoso, oltre a puntualizzare alcuni fatti che ritengo piuttosto evidenti, ma sono dell' idea che se un libro ha personaggi ben delineati e una scrittura eccellente nemmeno i più grandi cliché potrebbero rovinarlo.

Fatemi sapere se siete d' accordo con me, ma soprattutto ditemi quali sono quei cliché che proprio non sopportate!

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