9.25.2014

PANDORA - Licia Troisi

Non ho mai letto nulla della Troisi, sebbene abbia sentito parlare molto e molto bene dei suoi libri. Pandora  è stato dunque il mio primo approccio con questa scrittrice e appena ho letto la sua trama l' unico pensiero che sono riuscita a metabolizzare era: "Lo voglio. Ora!". In effetti, la trama di questo libro è molto interessante: amo le protagoniste particolari e un po' fuori dagli schemi, nonché i libri che trattano di temi quali la storia o la mitologia. Il romanzo inizia la notte di Halloween, Pandora, una ragazza emarginata, timida e  che ama vestirsi in una maniera tutta sua, viene invitata ad un festa da una compagna di scuola con il solo obiettivo di farla passare per il giullare della serata. Durante questa festa, Pandora viene forzata ad aprire per gioco una piccola scatola in legno, apparentemente innocua, ma che in realtà cambierà completamente l' esistenza della giovane ignara. Il piccolo scrigno, infatti, proviene dall' antico Egitto e al suo interno contiene gli angeli della morte, ovvero sei demoni che, impossessandosi dei corpi umani, porterebbero il male nel mondo. Quella stessa sera Pam si trasformerà in un'apriporta, una figura sciamanica capace di interagire con l' aldilà, e per questa ragione perderà ogni contatto con il mondo terreno diventando invisibile a tutti. Solo un certo Sam, anche lui dotato di un potere a dir poco inquietante, sarà in grado di vederla. Insieme cercheranno di capire il perchè di questa bizzarra situazione e a provare a riportare l' ordine nella loro vita e in quella di molte altre persone.

Ciò che penso su questo libro è abbastanza discordante; non voglio dire che non mi sia piaciuto perchè non sarebbe vero, ma aspettavo di riscontrare emozioni di diverso tipo. Ho apprezzato molto lo stile fluido dell' autrice che, essendo molto semplice e pulito, tiene il lettore incollato fino all' ultima pagina. Sebbene a tratti questa sua chiarezza abbia reso la storia un po' asettica di sentimenti, lo stile lineare e perfetto dell'autrice, accompagnato da eventi precisi e perfettamente incastrati in un intreccio ben delineato, sono la nota vincente dell' intero romanzo. Pam e Sam sono due protagonisti molto interessanti e a cui non si può fare a meno di affezionarsi, ma nonostante la loro età, le loro azioni e le loro battute, mi sono sembrati più piccini di quanto sembrassero e a volte ho fatto fatica a immedesimarmi in loro. Li ritengo comunque due ragazzini coraggiosi, dolci e sicuramente di ottimo esempio per tutti i giovani lettori che potrebbero leggere questo libro. Detto questo, consiglio Pandora a tutti quegli adulti che amano le storie di avventura senza tante smancerie e ai giovani che voglio iniziare ad inoltrarsi nel genere fantasy con una storia nostrana, bella e genuina.

Carino, ma non eccezionale!


Casa editrice: MONDADORI. Pagine: 361. Prezzo: 17,00 euro. Ebook: 9,99 euro.



Restate collegati :D
- Sole -

9.12.2014

Books Thoughts #5 : 5 ASPETTI DEGLI YOUNG ADULT CHE PIÙ APPREZZO!

Buon venerdì lettori,
State tutti bene? Le letture del periodo vi stanno soddisfacendo?
Per quanto mi riguarda stanno andando proprio bene, ma ve ne parlerò meglio nelle prossime recensioni. Vi ricordate che alcuni mesi fa avevo scritto un post relativo ai 5 aspetti che proprio non sopporto negli Young Adult? Ecco, siccome stavo pensando che non era giusto elencare solo gli aspetti che non me gustano mucho, ho deciso di stilare una top five composta da quegli aspetti che, generalmente, mi fanno completamente innamorare di un libro.



1. RAGAZZE CHE NON HANNO BISOGNO DI ESSERE SALVATE

Non so voi, ma io delle damigelle in pericolo che vengono salvate del principe azzurro di turno ne ho piene le tasche. La ragazza bisognosa di aiuto non è solo una figura stereotipata e abusata dalla lettura, ma anche un vero e proprio segno di maschilismo nei nostri confronti. Insomma, siamo nel ventunesimo secolo e con ciò ritengo che una donna, o una giovane donna, debba possedere tutte le carte in regola per risolvere alcuni problemi con le proprie forze. Attenzione, ciò non significa che la nostra protagonista debba essere per forza un maschiaccio sboccato e nemmeno che l' altro sesso debba stare con le mani in mano in caso essa sia in pericolo, semplicemente mi piacciono le protagoniste che sono grado di sapersi difendere a parole, e con fatti, quando la situazione lo richiede.


2. RAGAZZI UMANI 



Quello che pretendo dal protagonista maschile degli Young Adult, è che non debba per forza partecipare a qualche concorso di bellezza per essere ritenuto degno di entrare dentro alla storia. Non me ne frega nulla se tu, cara autrice o caro autore, decidi di addobbare il tuo personaggio con il corpo di Clark Kent o con quei dannatissimi occhi verdi, se poi all' ultimo gli doni un carattere che schiferebbe persino un moscerino della frutta. Un protagonista che si rispetti è, a mio parere, un ragazzo che manifesta l' età che ha, che sa affermarsi, essere coraggioso e che sa amare senza vergogna o piangere se ne sente il bisogno. Magari potrà anche avere i piedi puzzolenti, il nasone, uscite che ti farebbero venire voglia di prenderlo a pugni o il tatto di un elefante, ma almeno resterebbe un normalissimo ragazzo, non una qualche bambola prodotta dalla Mattel.


3. LA PRIMA PERSONA SINGOLARE



Va bene, la narrazione in prima persona fa un po' bambina delle elementari che scrive il racconto delle sue vacanze estive, ma non ci posso fare nulla, ho una vera predilezione per i libri narrati in prima persona. Se poi i verbi sono coniugati al passato e la narrazione rimane fissa sul/sulla protagonista per tutta la durata del libro, allora è ancora meglio. Non so bene se il motivo di questa preferenza sia dovuto al fatto che osservare eventi tramite gli occhi di un protagonista e sentire al contempo i suoi pensieri rende più facile la creazione di un legame "affettivo", o perché effettivamente sono una persona che ama narrazioni semplici e con pochi personaggi intorno, ripeto, non so. Sta di fatto che se mi facessero scegliere un libro in base al tipo di narrazione, sceglierei la prima!

4. L'AMORE C'È MA NON SI VEDE


Nelle storie d' amore i momenti che più amo non sono quando i due protagonisti si scambiano il primo bacio o quando, dopo varie vicissitudini, finalmente stanno insieme, piuttosto i momenti in cui Pinco Pallino e Pinco Pallina si incontrano e iniziano a corteggiarsi. Con corteggiamento non intendo quello palese o sdolcinato, bensì quello profondo, timido e sincero. Amo, ad esempio, quando all' inizio assistiamo a rapide toccate di mano, occhiate sfuggenti, frasi che lasciano intendere qualcosa e atteggiamenti non ben chiari. Un po' vecchio stile, lo so, ma sono dell' idea che leggere di una storia dove l' amore nasce pian piano e non viene scambiato per l' attrazione del colpo di fulmine, sia un aspetto dolcissimo.

5. LA CRESCITA PERSONALE


Non parlo in merito di centimetri, ovviamente, bensì di una crescita morale e spirituale del protagonista. Come nella realtà, quando intraprendiamo anche le più banale delle strade, nel nostro piccolo, cresciamo. Cresciamo perché le esperienze sono le uniche che ci danno la possibilità di farlo. Perciò è assolutamente ridicolo leggere le avventure di un protagonista, magari di un fantasy, che nonostante ne abbia passate di tutti colori, alla fine del libro rimane la stessa persona che avevamo incontrato al capitolo uno. Sia chiaro, questo non significa che il/lo protagonista debba essere talmente malleabile da dare la possibilità agli altri e agli eventi della vita di cambiare le sue ferree decisioni o morali, ma ritengo sia del tutto normale acquistare una visione più adulta e consona del mondo attorno a noi dopo che abbiamo percorso una strada relativamente lunga e/o travagliata.

Allora, sono davvero curiosissima di leggere quali sono i vostri aspetti preferiti di questo genere o, comunque, riguardo i libri in generale. Ritenetevi tutti taggati.
Buona giornata.

Restate collegati :D
- Sole -

9.09.2014

COLPA DELLE STELLE - John Green ( può contenere spoiler!!!)

Ho letto questo libro decine di settimane fa ma non ve ne ho mai parlato. Non per svista o mancanza, sia chiaro, proprio perchè a volte anche io, loquace di nascita, preferisco ritirarmi in silenzio a pensare. 

Due ragazzi malati di cancro possono farmi amare questo libro a priori?
Oppure sarebbe stato un buon libro anche senza di loro?

Queste sono state le domande che frullavano nella mia testa per tutto questo periodo, nonché  il motivo principale per cui noi sono mai riuscita a scrivere una recensione prima d' ora.

Conosciamo Hazel, una ragazza di sedici anni affetta da un cancro ai polmoni  che la costringe a vivere con un carrellino e una bomboletta di ossigeno alle calcagna. Le sue giornate sono le medesime: tutto ruota attorno a visite mediche, reality show, riletture di Un' imperiale afflizione, il suo libro preferito,  e gli incontri di quel odiosissimo gruppo di supporto per i malati di cancro. Hazel è tanto depressa che non ha più voglia di fare nulla, un po' come se non stesse aspettando altro che il momento della sua morte.
Finché ( e lo dico con un sorriso a duecento denti) proprio all' ennesimo incontro di quel palloso gruppo di supporto inciampa in Augustus.
Augustus Waters, o come lo chiameremo da subito, Gus, è colui che mi piace definire un raggio di sole durante la tempesta. Affetto da una grave forma di Osteosarcoma che lo ha portato ad un' amputazione di una gamba, Gus è, nonostante tutto, un ragazzo gioioso, solare e dall' acuta ironia. 
Fra Hazel e Gus nasce subito una fortissima amicizia, caratterizzata da dialoghi meravigliosi, scene frizzanti e consigli di letture. Sarà proprio la lettura, infatti, a legarli ancora di più. Quando Hazel gli fa leggere Un' imperiale afflizione  anche Gus se ne innamora ed entrambi cercheranno di contattare l' autore per scoprire cosa sarebbe potuto accadere ai personaggi una volta concluso il libro. Ciò li porterà ad Amsterdam, e imbarcati in uno dei viaggi più belli della loro vita ( e anche un po' della nostra) assisteremo a scene che ti spappolano il cuore dall' emozione  ( vedi, il bacio nella casa di Anne Frank) e altre che ci faranno piangere come non mai. Quando ritornano a casa, però, devono fare i conti con una spiacevole verità, uscendo da quello stato idilliaco e senza tempo che si era creato ad Amsterdam.

Da qui in poi, io avrei voluto uccidere l' autore con le mie stesse mani. Più e più volte.

Ero arrabbiata, molto arrabbiata perché non riuscivo a capire come mai tutti parlavano così bene di questo libro quando poi finiva in un modo così stupido. Vuoi darci speranza John Green? Allora perché ci fai questo. Non vedevo nulla di significativo nella conclusione, nulla che potesse aiutarmi o essermi da lezioni.

Ma poi ho capito, l' errore non era nel finale, bensì nel mio atteggiamento.

Colpa delle stelle pullula ( scusate per il termine orrendamente pomposo) di significati e metafore, che purtroppo non sono stata capace di cogliere in un primo momento. È uno di quei libri che se lo leggi superficialmente ti lascia solo dolore e oscurità, ma che se invece sei capace di guardare oltre ti apre un mondo immensamente nuovo e ti costringe a riflettere, lasciandoti percepire che questo libro non sta assolutamente parlando di morte, ma ci sta urlando vita da ogni sillaba. Ci sta donando il coraggio di viverla, non importa se abbiamo venti giorni, tre mesi o cinquant'anni d'avanti a noi. Non importa se stiamo bene, se abbiamo una malattia terminale che ci sta succhiando i nostri giorni: nessun problema deve toglierci la voglia di vivere.

E Ritornando alle domande che mi ero posta all' inizio, posso affermare in conclusione che no, questo libro non sarebbe stato tanto buono sei i due protagonisti fossero stati normali adolescenti, ma d'altronde non sono forse le persone che toccano il fondo ad essere le prime a dare un valore unico ed inestimabile alla superficie? 


VALUTAZIONE
★★★ /5

******************************************

Avete letto questo libro? Vi è piaciuto?



Vi auguro una buona giornata. Restate collegati.

Sole




LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...