6.30.2016

PICCOLO HAUL, TE BIANCO E NUOVE IDEE PER LA COLAZIONE

Questo post è maledetto.
O semplicemente sono io la cretina: l'ho cancellato per sbaglio per ben DUE volte!
Sperando di non cliccare tasti sbagliati, parto a raccontarvi i miei fatti random dell'ultimo periodo.

FATTO RANDOM #1:Lettura del momento e (very) small book haul!


Questo periodo è stato piuttosto fiacco per quanto riguarda gli acquisti librosi. Probabilmente perchè al momento sto leggendo The Invasion of the Tearling e non ho voluto comprare altro visto che è anche piuttosto lunghino rispetto al primo. Inoltre, alcuni giorni fa sono passata in biblioteca dove ho preso in prestito Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven, libro che è stato letto persino dai muri e voglio  proprio vedere cosa ne penso.


L'unica nuova entrata è stata La storia d'amore più bella del mondo di Massimo Incerpi, gentilmente inviatami dalla Newton Compton. Non ho ancora iniziato a leggerlo ma sbirciando la trama posso dirvi che il libro sembra una via di mezzo fra The Bachelor e Uomini e donne, in quanto la protagonista partecipa ad un programma dove deve conquistare un ragazzo lottando contro altre pretendenti. Ammetto che suona molto trash e mi spaventa parecchio, ma io amo troppo questi tipi di  programmi  (lo so, lo so, meglio non commentare) e quindi gli darò una chance. Il libro esce oggi, per chi fosse interessato.

FATTO RANDOM #2:Il tè bianco 


Ok, lo so che ci sono più di 35 gradi e che fa caldo, troppo se pensiamo che non siamo ancora a metà estate, ma è più forte di me, amo il tè e continuerei a berlo persino se mi trovassi nel deserto del Sahara a mezzogiorno. Non che esistano possibilità future che io vada nel deserto del Sahara a mezzogiorno, ma, insomma, avete capito. La mia scoperta del periodo è il tè bianco. Ho deciso di acquistarlo della Clipper, un brand biologico inglese caratterizzato da queste contenzioni troppo figose, ma si trova tranquillamente di marche più svariate. Oltre ad avere un sapore delicatissimo che a me piace tantissimo (a metà fra un tè verde e uno nero) ha molta meno caffeina rispetto alle altre varietà di tè, ma soprattutto ha anche delle incredibili proprietà benefiche per il corpo e proprio per questo è considerato uno dei tè più pregiati. Lo sto usando da due settimane circa e devo dire che appena lo finirò andrò subito a ricomprarlo.

FATTO RANDOM #3:Cercando nuove idee per la colazione...



La colazione è il mio pasto preferito della giornata e per questo cerco sempre di prepararmi qualcosa di "coccoloso" per godermi a pieno quei dieci minuti primi di affrontare la giornata. Una ricetta che sto facendo in continuazione in questo periodo non è altro che un fac-simile di granola con corn flackes, nocciole, mandorle, semi di girasole e pezzetti di cioccolato. Per rendere tutto più croccante ho aggiunto del miele e li ho messi in forno per 20 minuti circa. Devo dire che assieme allo yougurt greco questa è sicuramente la mia ricetta preferita per la colazione! 


L'altra ricetta di cui vi voglio parlare sono questi biscotti all'avena con pezzetti di cioccolato. Sono incredibilmente orridi, lo noto pure io, ma giuro che sono davvero buonissimi e cioccolatosi!


Prima d'ora non ho mai usato questo cereale per le mie ricette perchè pur essendo privo di glutine per natura, non l'ho mai trovato con una certificazione per celiaci. Passando per caso in un negozio biologico, però, l'ho trovata ad un prezzo stracciatissimo, e soprattutto gluten free. Per chi ne fosse interessato la marca è tedesca e si chiama Bauck Hof! Questi biscotti sono nati solo come una prova perchè con l'avena si può fare davvero di tutto e di più (tra cui la granola!), ma devo dire che mi sono piaciuti tantissimo e li rifarò di nuovo!

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Questo è tutto! A voi come sono andati gli ultimi giorni? Avete fatto nuovi acquisti librosi? 
  Tante buone letture! Restate collegati. 
Vostra, Sole.



6.24.2016

LA NOTTE CHE HO DIPINTO IL CIELO - Estelle Laure || Recensione

Ultimamente mi sta andando troppo bene con i libri che scelgo di leggere. 
Qui gatta ci cova. Ve lo dico.


 TRAMA: Quanti volti ha l'amore? Per Lucille, diciassette anni e una passione per l’arte, l’amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo, Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n’è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrenny sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l’una dall’altra. Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l’amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un’altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì? L’unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi…


Cosa mi è piaciuto


  • Ha una trama davvero intrigante. La storia di fondo mi è piaciuta davvero tanto. Non penso da aver mai letto qualcosa di questo tipo dove due figlie vengono lasciate allo sbaraglio da una madre, senza soldi e nessuna tutela, visto che anche il padre era sparito anni prima. Mi ha piuttosto intrigata sin da subito, lo ammetto.
  • Lucille. Ho apprezzato moltissimo questa protagonista per diversi aspetti. Innanzitutto è una ragazza normale, nel senso che non è la solita figona ma nemmeno la solita finta sfigata che poi sboccia in una modella di Victoria Secret di punto in bianco. È carina e normale come una qualunque adolescente. Ovviamente, però, a differenza di una normale adolescente ha una situazione familiare piuttosto critica, ma è proprio questa situazione familiare instabile a tirare fuori in lei l' aspetto che mi è piaciuto di più, ovvero la sua forza d' animo. Trovarsi da sola all'improvviso con a carico non solo il mantenimento di una bambina ma anche il dover far fronte alle bollette, alla spesa e alla studio non è già facile per un adulto, men che meno per un'adolescente. Si trova un lavoro, cerca di costruire una nuova routine per lei e sua sorella e devo dire che pagina dopo pagina mi ha stupita sempre di più.
  • La storia d' amore. Nel corso della storia la nostra protagonista non deve fare i conti solo con problemi di soldi o con il mantenimento di una bambina, ma anche con l' adolescenza e soprattutto con l' amore. Lucille, infatti, è follemente innamorata del fratello gemello della sua migliore amica:  Digby. Digby mi è piaciuto da impazzire, in particolare perché anche lui è un ragazzo NORMALE, cosa assai sempre più rara da trovare nei libri. È dolcissimo, sensibile premuroso e un tantino malizioso. Purtroppo, però, Digby è anche fidanzato da anni con la sua ragazza storica e quindi una relazione fra i due sembra impossibile. Dico sembra perché sin dall'inizio capiamo che lui è un po' attratto da lei, ma giustamente ha una ragazza a cui pensare. Devo dire che il fatto che Digby fosse fidanzato ha reso le dinamiche fra i due ancora più intriganti.
  • La sorellanza. Da sorella maggiore di due fratelli piccoli questa storia mi ha toccato molto più di quanto pensassi. Lucille, infatti, per paura che la sorellina Wrenny venga affidata ai servizi sociali cercherà di nascondere a tutti la mancanza della madre e si impegnerà a trovare un lavoro per pagare tutto quello che c' è da pagare. Ho amato come Lucille s'impegnasse a farla costantemente felice, a come cercasse di starle accanto quando invece non desiderava altro che stare da sola per pensare ai suoi numerosi problemi. Certo, ci sono due o tre momenti che non ho molto apprezzato dove Lucille esce di casa di notte ( con Wrenny che dorme da sola) per andare nel posto segreto che condivide con la sua amica, quando poteva tranquillamente invitarla in casa visto che tanto non c'era nessuno. Tuttavia ho trovato il loro rapporto molto sincero e profondo e, sì, Wrenny è davvero fantastica.


Cosa non mi è piaciuto:


  • Tutta la faccenda riguardante la sparizione della madre. La madre sparisce di punto in bianco e per tutto il libro ne sentiamo la sua mancanza. Non dirò, ovviamente, come finirà la storia, ma nonostante io abbia abbastanza capito i perché che hanno spinto questa donna a mollare tutto, penso che l' autrice abbia concluso la storia, almeno per quanto riguarda questo aspetto, in maniera troppo superficiale.
  • Un pochino troppo corto. Il libro ha 275 pagine ed è piuttosto ben dosato, ma per quanto mi riguarda alcune paginette in più non mi sarebbero dispiaciute.

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IN CONCLUSIONE: La notte che ti ho dipinto il cielo è un romanzo che si legge in pochissime ore, e per quanto non sia perfetto, mi sono completamente immersa dentro questa storia drammatica e frizzante al tempo stesso, rimanendone piacevolmente coinvolta e soddisfatta.
VALUTAZIONE:
 ★★★★ /5
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That's all, my dear! Avete letto questo libro? Fatemi sapere...
  Tante buone letture! Restate collegati. 
Vostra, Sole.

6.14.2016

TI DARO' IL SOLE - Jandy Nelson || Recensione



TRAMA: Noah e Jude, gemelli, a tredici anni sono legatissimi. A raccontarcelo è il taciturno Noah, che passa il tempo a disegnare e a sfuggire ai bulli di quartiere, mentre la sorella, moto perpetuo, si tuffa dalle scogliere e ha il sole sulle labbra. Quattro anni dopo, però, Noah e Jude non si parlano nemmeno. Il testimone del racconto passa a Jude, colpevole della deriva in cui è scivolato il fratello, ma anche dell'eclissi in cui è sprofondata lei. Ciò che Noah e Jude ancora non sanno è che ognuno di loro possiede soltanto metà della storia, e che l'unico modo per rifondare il mondo sarà ricucire la frattura che ora li divide.


Cosa mi è piaciuto


  • I due gemelli, Noah e Jude. Noah a 13 anni e un ragazzino tutto ricci e passione che ama disegnare in continuazione, deriso e isolato dai coetanei proprio per la sua vivace visione della vita. Un giorno viene ad abitare vicino a casa sua Brian un ragazzo dai capelli platino che ama cercare meteoriti e che sembra proprio non guardarlo come se lui fosse un alieno infiltrato sul nostro pianeta. Jude a 13 anni, invece, è la classica adolescente che ama creare problemi. Esce in continuazione, litiga con la madre per un nonnulla, frequenta diversi ragazzi alla volta, indossa rossetti troppo accesi e vestiti troppo corti. Finché la madre muore. E le loro vite cambiano. Tre anni dopo, quando i gemelli hanno 16 anni e la narrazione di sposta su Jude, la medaglia ha una faccia completamente nuova. Ora è Noah il ragazzo popolare, mentre Jude si è rinchiusa in sé stessa, si veste sempre di scuro, si è tagliata i lunghi capelli in un taglio da ragazzo e il loro rapporto simbiotico si è del tutto spezzato, anzi appena si parlano. Grazie a capitoli alternati e alla sensibile scrittura della Nelson veniamo immersi nella drammatica storia di questi due ragazzi e delle vicende che li hanno portati a cambiare così tanto.
  • Lo struttura " a salto temporale" dei capitoli. Il libro è narrato a due voci con capitoli alternati e in prima persona da entrambi i gemelli: uno da Noah all'età di 13 anni e il seguente da Jude all'età di 16 anni e così via per tutto il resto del libro. I capitoli sono lunghi (più di venti pagine per intenderci) ma mi sono sempre sentita talmente connessa al momento che non appena l' autrice terminava il capitolo per passare al gemello successivo (sempre con un bel climax finale per di più!) ci rimanevo troppo male perché dovevo sapere a tutti costi cosa sarebbe successo dopo. All'inizio la storia risulterà un pochino confusa perché nei salti avanti e indietro vengono date informazioni che si contraddicono, ma nel giro di poche pagine pian piano tutto comincerà ad incastrarsi alla perfezione e adorerete essere spettatori di questo puzzle. Inoltre ho apprezzato tantissimo che la distinzione fra Jude e Noah non si capisse soltanto dalla dicitura del loro nome a inizio capitolo, ma proprio da un cambio di stile. Le parti narrate da Noah, ad esempio, sono colorate, piene di figure astratte e poetiche, mentre quelle di Jude sono più quadrate e realistiche.
  • L'Arte. Il centro focale della storia è l' arte. L' arte intesa soprattutto come strumento per dare voce ai loro pensieri, alla loro rabbia e pulsioni represse. L'arte intesa anche come amore che consuma ma che costruisce e crea qualcosa di meraviglioso. Entrambi i gemelli hanno una visione straordinaria della vita: Jude più terrena e dura, Noah più sensibile e dettagliata.
  • È una storia ricca di sentimento. Ti darò il sole è una storia di due adolescenti fratelli che si amano alla follia ma che per diverse ragioni si sono trascinati nel tempo rancori, incomprensioni e cose non dette. È una storia che parla della scoperta dell' amore vero e della sfrontata emozione e delle paure che vengono con questa consapevolezza. Insomma, è una storia estremamente potente a livello emozionale, ricca di sentimenti positivi ma spesso anche tanto negativi. Se rimate impassibili alle vicende di Jude e Noah, allora vuol dire che questo libro non fa proprio per voi.
  • Temi importanti. Trovare un YA che sappia divertire e al contempo far proliferare pensieri intelligenti nel nostro cervellino non è molto semplice, ma non impossibile e questo romanzo ne è un esempio. Ti darò il sole, infatti, oltre ad avere una trama con dinamiche interessanti parla anche di cose intelligenti. Parla della soffocante necessità di amare e di essere amati, del sesso, di passioni, di omofobia, di morte e vita...e tanto, tanto altro ancora.


Cosa non mi è piaciuto:


Nessun aspetto negativo riscontrato.



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IN CONCLUSIONE: Avevo aspettative altissime per questo libro, ma d'altronde dopo The Sky is Everywhere non poteva essere diversamente. Ero quasi certa, comunque, che mi sarei innamorata di nuovo, e, infatti, è successo. Ti darò il sole è un capolavoro. È una storia che inizia subito dall'azione e che ti trasporta dentro le teste di due giovani a pezzi che vogliono cercare con tutto il cuore di rimettere le cose a posto, ma non ci riescono perché ne hanno paura. Questo rende il romanzo estremamente umano e realistico, ma nel contempo sa anche essere godibilissimo.
VALUTAZIONE:
 ★★★★★ /5
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Questo è tutto! Pensate di leggerlo? Fatemi sapere...
  Tante buone letture! Restate collegati. 
Vostra, Sole.




6.07.2016

Books Thoughts #13: JANE EYRE: TUTTI I FILM A CONFRONTO.

I muffin ai mirtilli in questione erano per una puntata di Book Snacks. Purtroppo questa rincitrullita che vi parla si è scordata il lievito e i piccolini si sono fermati ad una altezza hobbit. Però sono buoni, almeno questo mi rincuora.

Ho letto Jane Eyre di Charlotte Brontë anni e anni fa, ma dubito fortemente che mi capiterà mai di recensirlo su questi schermi. Per questo romanzo, infatti, provo un affetto così profondo che al 100% non sarei in grado di dire tutto quello che vorrei dire senza fare un groviglio inutile di parole. In ogni caso, la storia è così conosciuta e il mio pensiero così evidente che non penso abbiate bisogno di una mia recensione per capire di cosa tratta o di cosa ne penso. Vi posso dire, però, che Jane Eyre è sempre stata una delle mie eroine classiche preferite e di sicuro ai miei occhi quella con il messaggio più importante e incisivo. Siccome sono una fan sfegatata di questo libro, non potevo essere da meno per quanto riguarda i film tratti da questo libro. Oggi vi parlerò delle versioni più famose, mettendole a confronto fra di loro e consigliandovi quella che preferisco. Ad essere sincera  penso di avere visto tutte le trasportazioni cinematografiche realizzate fino oggi, persino quelle molto liberamente ispirate in bianco e nero, ma di quelle eviterò di parlarvene in questo post perché non mi sono piaciute tantissimo. Iniziamo! 

JANE EYRE (1996)

Ho visto questo film ancora prima di leggere il libro e già allora ne era rimasta incantata. Poi l' ho riguardato un'altra trentina di volte e ne sono diventata... ehm... piuttosto assuefatta. Innanzitutto questa versione è stata realizzata da Franco Zeffirelli, regista di capolavori come Romeo e Giulietta e Gesù di Nazareth, e già questo dovrebbe essere una firma di qualità. Il film è molto fedele al libro e narra tutta la storia omettendo solo piccole scene per ovvi motivi di tempo. La Jane di questa trasportazione è di sicuro la più simile al libro, molto fredda, austera e compita ma Charlotte Gainsbourg è riuscita a darle anche quella tenerezza e dolcezza che tanto la contraddistingue. Ho sempre avuto una cottarella piuttosto profonda per Mr. Rochester interpretato da William Hurt. Non è belloccio come gli altri due, ma è estremamente affascinante carismatico e centrato nel ruolo. Che lui piaccia o non piaccia è fra tutti quello che si avvicina di più al vero personaggio. L'aspetto che mi è piaciuto di più di questa versione, oltre a dei personaggi azzeccati, è quella specie di "pellicola" sbiadita tipica dei film anni 90' che dà alla storia ancora più mistero, accentuata soprattutto da colori scuri.

Ps: Ho appena scoperto che Franco Zeffirelli è un parente alla lontana di Leonardo Da Vinci! Non che centri molto con questo topic, ma volevo condividere con voi questa notizia troppo figosa. Ciò mi rende speranzosa sul fatto che ognuno di noi possa avere un Galileo Galilei o un Dante Alighieri in famiglia!

JANE EYRE (2006, serie BBC da 4 puntate)

Io sono follemente malata per le mini serie d' epoca dalla BBC. Hanno una qualità straordinaria e ti catturano dal primo minuto. Jane Eyre, ovviamente, non è da meno. Il primo, e a mio parere unico, aspetto negativo che salta immediatamente all'occhio in questa versione è l' età di Jane. Ruth Wilson, difatti, dimostra come minimo 30/35 anni quando invece nel libro Jane è solo una ragazzina di 18/19 anni, al confronto di Rochester che ne ha il doppio. C'è però da dire che questo piccolo errore anagrafico viene dimenticato molto rapidamente con l' andare avanti della storia in quanto si rimane affascinati dalla sua ottima recitazione e dal suo straordinario feeling con Mr. Rochester. Per quanto riguarda l' interpretazione di Toby Stephens nei panni di Mr. Rochester era per me un grandissimo no a prima impatto poi ho imparato a conoscerlo e con l' andare avanti della storia l'ho trovato molto carismatico, intrigante e super affascinante. Il vantaggio più grande di questa mini serie è di sicuro il fatto che avendo molto tempo a disposizione possono essere inseriti più contenuti.  

JANE EYRE (2011)

E ora arriviamo alla trasportazione del 2011, la più recente. Partiamo da lui questa volta, da Mr. Rochester. Potrei dire che in questa versione è fin troppo figo e ben messo, in quanto nel libro la stessa Jane lo definisce spesso scompigliato e piuttosto brutto, ma poco conta perché Micheal Fassbender è un bonazzo come pochi e...ahimè... gli abbuoniamo tutto.  La Jane interpretata da Mia Wasikowska è, a mio parere, un po' troppo carina, ma il carattere e l' età sono perfetti. Anzi, nonostante Jane venga spesso descritta come fredda, ho riscontrato in lei un lato emotivo molto pronunciato che non mi ha dispiaciuta per niente. Il più grande vantaggio di questa versione è sicuramente il suo pesante focus sul   lato dark del mistero; il castello, infatti, appare spesso come una vera e propria minaccia e il buio fa molte volte da vero padrone, inoltre è fra tutte la versione più fresca e sensuale (Tutto merito di Michealino, ovviamente!).


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In conclusione: Ho una grande predilezione per la serie della BBC, lo ammetto, ma a mio parere il film del 1996 rimane e rimarrà sempre il migliore, forse perché è stato il primo che ho visto e si sa, il primo amore non si scorda mai. Nonostante ciò il film del 2011 è un ottimo avversario, anche se a mio parere la storia si distanzia un pochino dalla mia visione di Jane Eyre.


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Questo è tutto! Avete letto il libro? E i film li avete visti? Se sì, qual è il vostro preferito?
  Tante buone letture! Restate collegati. 
Vostra, Sole.

6.02.2016

ARISTOTELE E DANTE SCOPRONO I SEGRETI DELL' UNIVERSO - Benjamin Alire Sàenz || Recensione

Mio.Dio.
Questo. Libro.
O.O


( Io ho letto il libro in inglese ma lo trovate benissimo anche in italiano pubblicato da Loescher Editore)
TRAMA: Di solito i romanzi parlano di protagonisti “normali” che vivono avventure straordinarie. Questo è un romanzo al contrario, che ci rivela quanto è normale la vita di due ragazzi “speciali”: Aristotele e Dante. Dall’estate del 1987, nella città di El Paso, in Texas, seguiremo la più sensazionale delle scoperte umane: la crescita. Dal microcosmo della famiglia – con le sue regole, i suoi silenzi e le sue rigidità – al ring della scuola, fino allo sconfinato orizzonte della “vita di fuori”, quella che attende tutti tra aspettative e paure. Aristotele e Dante scopriranno i segreti dell’universo dentro se stessi, e finalmente accetteranno di amarsi.



  • La scrittura.  Ho poco da dire sulla scrittura di questo autore. È semplice, veramente semplice. Così tanto che le sue parole sembrano davvero quelle di un ragazzino incasinato di 15/16 anni, ma allo stesso tempo la sua prosa è diretta, sincera e incredibilmente sensibile. E ogni sillaba ci cattura e ci entra dentro. E nel giro di poche pagine questo autore manda a quel paese tutti quegli scrittoroni che credono che per essere profondi e incisivi bisogna usare trame intrigate e parole arzigogolate.
  • Aristotele  e Dante. Ho provato a scegliere il mio preferito fra i due, ma non ci sono riuscita. Sebbene la storia, infatti, sia narrata esclusivamente dalla prospettiva di Aristotele questi due ragazzi si sono impossessati del mio cuore sin dal primo momento. Aristotele è un bel ragazzo di origini messicane che vive nella cittadina di El paso negli Stati Uniti. Non ha amici, ha una grande famiglia, ma si è sempre sentito la pecora nera. Principalmente perché è il più piccolo di casa, le sue sorelle si sono già sposate e suo fratello più grande è andato in carcere quando lui aveva solo quattro anni. Sua madre è troppo protettiva e assillante mentre suo padre parla fin troppo poco con lui. E si sente solo e poco capito. Un afoso giorno d' estate, però, Aristotele incontra in piscina Dante, un ragazzino strampalato dai lunghi capelli scuri che si offre di insegnargli a nuotare, e da quel giorno nasce fra di loro una fortissima amicizia. Dante, dal canto suo, è un ragazzo molto particolare, dotato di una spiccata sensibilità e da un'acuta e bizzarra prospettiva di vedere le cose. I due ragazzi sono come il burro di arachidi e la marmellata, completamente diversi, ma completamente giusti insieme. Entrambi insegneranno qualcosa all'altro e entrambi si arricchiranno e sarà proprio grazie a questo enorme tesoro immateriale acquisito che avranno modo di scoprire i veri segreti dell' universo.
  • La storia non ha trama. È un libro che scorre portato avanti dall'introspezione dei personaggi e non da una trama vera e propria. Molti diranno: "Che noia!", ma vi assicuro che questi protagonisti sono talmente tanto interessanti e realistici da essere, a mio parere, il pregio predominante dell' intero romanzo. 
  • I genitori di Aristotele e Dante.  Il libro parla dell'amore in tutte le sue forme, e una delle tante presenti che mi hanno colpita di più è stata la forma di amore che i genitori riserbano per i propri figli. In particolar modo durante l'adolescenza, a volte, i genitori non li capiamo, ci sembrano troppo distaccati, e a volte ancora troppo appiccicosi e limitanti, ma questo romanzo ci apre gli occhi e ci dimostra che anche dietro le loro azioni e parole si nascondono, spesso, tante insicurezze e paure. 
  • L'adolescenza.  Tutti sono capaci di raccontare la storia di un adolescente che si beve la sua prima birra, affronta il primo amore e si sente incompreso dai genitori, ma senza la sensibilità e un minimo di sentimento, a mio parere, l' adolescenza viene descritta con la stessa intensità con cui verrebbe descritto un vaso su un mobile. Benjamin Alire Sáenz, invece, ha colpito in pieno centro. Lui  riesce a parlarci dell' adolescenza con un realismo incredibilmente toccante e magistrale. Ci butta senza tanti fronzoli dentro le teste di due ragazzi, dimostrandoci che sì, durante questo periodo della vita la nostra testa è un casino, piena di dubbi, incertezze, emozioni, paure, problemi ingigantiti, rabbia, cambiamenti ma che sotto questa coltre di sentimenti negativi esiste anche una luce splendente. Una luce facilmente percepibile e raggiungibile se solo decidiamo di dare tutto noi stessi.
Attenzione spoiler!
  • Temi importanti. Il tema più importante è scottante del romanzo è sicuramente l'omosessualità. Durante la storia, con tempistiche diverse, scopriremo che i sentimenti che i due ragazzi provano l'uno per l'altro sono ben più forti di quelli che legano due amici. Dante, in particolare sarà il primo ad esporre al mondo la sua verità e la delicatezza della scrittura legata al suo coming out mi ha  commossa più volte. Ovviamente, però, essere omosessuali in quegli anni e in quel tipo di società non è facile, l'autore, difatti, non ci dà false speranze, non ci regala belle parole semplicemente perché tifiamo i lieti fini, ma ci fa intendere che il mondo può, talvolta, essere pieno di persone di merda ma non per questo si deve perdere il coraggio di essere sé stessi fino alla fine. 
Fine spoiler!
... Un altro tema meno incisivo, ma ugualmente importante è di sicuro quello delle differenze razziali. Dante e Aristotele sono figli di messicani immigrati in America che vivono in un quartiere di soli messicani, vanno in una scuola frequentata soprattutto da messicani e girano tutti fra di loro. Probabilmente noi italiani non riusciamo a concepirlo a pieno ma questo libro dà comunque uno spunto di riflessione su come etnie come quella messicana possa vivere oggigiorno negli Stati uniti.


Nessun aspetto negativo riscontrato.


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IN CONCLUSIONE: Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo è uno di quei libri che inizi con poca consapevolezza, ma non appena lo finisci capisci di aver chiuso un piccolo capolavoro di immenso valore. Non leggetelo semplicemente  se avete voglia di una storiella leggera, perchè non gli darete il giusto merito. Leggetelo, invece, per scoprire un'amicizia fortissima e due personaggi che, nonostante le difficoltà della vita, fanno di tutto per imparare ad essere sé stessi. E giuro che non ve ne pentirete.
 VALUTAZIONE: ★★ /5
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Questo è tutto! Pensate di leggerlo? Fatemi sapere...
  Tante buone letture! Restate collegati. 
Vostra, Sole.



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