7.27.2015

IL MIO CUORE E ALTRI BUCHI NERI - Jasmine Warga || Recensione

TITOLO: Il mio cuore e altri buchi neri
AUTORE: Jasmine Warga
CASA EDITRICE: Mondadori
PREZZO: euro 17,00 (ebook: euro 6,99)
PAGINE: 288
Valutazione: ★★★★/5

TRAMA: Aysel ha sedici anni, una passione per la scienza e un sogno che coltiva con quotidiana dedizione: farla finita. Tutto ormai sembra convergere in quel buco nero che è diventata la sua vita: i compagni di classe che le parlano alle spalle, un lavoro deprimente, il delitto commesso da suo padre che ha segnato per sempre il suo destino. Aysel vorrebbe sparire dalla faccia della Terra, ma le manca il coraggio di farlo da sola. Per questo trascorre il tempo libero su "Dipartite serene", un sito di incontri per compagni... di suicidio. Roman, perseguitato da una tragedia familiare e da un segreto che vuole lasciarsi alle spalle, è il prescelto. Eppure, proprio nell'attimo in cui stanno per abbandonarla, la vita potrebbe mostrare il suo lato leggero, dolce e pieno.



COSA MI È PIACIUTO!

- Un'ottima scrittura. Quando si iniziano libri che trattano di argomenti piuttosto delicati si ha sempre la paura di inciampare in una storia troppo ricca di discorsi filosofici  o piena di castronerie che in genere, proprio perchè così abusate, fanno perdere di credibilità. In questo libro, invece, l' autrice è stata capace di parlare di argomenti quali la depressione e il suicidio, mostrandoci precisamente la realtà dei fatti, non troppo cruda e nemmeno troppo romanzata, ma soprattutto ha ricompensato il tutto con tanta ironia e dolcezza.
- Il sito di incontri per compagni di suicidio. L' idea di parlare del sito pro-suicidio, in cui Aysel trova Roman come compagno per uccidersi, mi è risultato all’inizio assurdo, quasi come se l' autrice volesse giocare con il fuoco. Dopo poche pagine, invece, mi sono dovuta ricredere. Vedere queste due persone che decidono di farla finita, progettando esattamente il giorno e la modalità con le quali compiere questo atto mi ha parecchio disturbata. D' altra parte mi sono molto comossa nel constatare come l' avere un obiettivo comune abbia riportatato pian piano un piccolo brillo di luce nei loro occhi e, per fortuna, anche diversi dubbi.
- Aysel. Questa protagonista mi è piaciuta davvero tanto. La conosciamo subito come una ragazza affetta da una grave forma di depressione che l’ha portata ad allontanarsi da tutto e tutti, spingendola adirittura di pensare definitivamente di farla finita. Scopriamo che questa sua depressione ha avuto origine in seguito ad un reato che il padre commise e che smosse in lei la possibilità di essere altrettanto pazza. Ciò che si capisce subito iniziando a leggere questo libro è che Aysel è una ragazza con un enorme potenziale, estremamente acuta e ironica, ma troppo chiusa fra le buie mura della sua testa.
- Roman. Leggere di lui mi è stato, talvolta, piuttosto difficile, in particolare perchè, fra i due, è quello che soffre di una depressione più forte. All'apparenza sembra perfetto, ex giocatore di basket, bell'aspetto, tanti amici, ma solo attraverso pagine piuttosto commuoventi si viene a conoscenza dell' episodio che l' ha segnato per sempre: la morte della sorellina avvenuta per una sua svista. Con lui ho capito come la vita possa cambiare da un momento all' altro e percepito questo peso oppressivo sempre dietro l' angolo che lo rincorreva non appena tentava di pensare a qualcosa di sereno o a sorridire. L' aspetto che mi è piaciuto di più riguardo Roman è stato di sicuro la sua dolcezza nei confronti di Aysel.
- Come viene trattato il tema della depressione e del suicidio. Ho apprezzato la semplicità con la quale l' autrice ha parlato delle depressione, con quel tono sincero, reale e senza tante frasi fatte da manuale di psicologia. Riusciamo a percepire la grandezza di questo enorme mostro che si ciba dei loro ricordi e delle loro emozioni, con sue lunghe radici che lo rendono difficile da estirpare. Un mostro che, scusate il gioco di parole, mostra ad Aysel e Roman un mondo senza colori e affetto.
- Il finale aperto: Non avrei mai e poi mai accettato un finale alla "... e vissero tutti felici e contenti", non in un libro dove si parla di una depressione che probabilmente richiederà ancora molto tempo ai due ragazzi per sconfiggere. In ogni caso il finale ci lascia tanta speranza, e questo è il messaggio più importante di tutti.
COSA NON MI È PIACIUTO

 -  La copertina. Ok, come sempre questo dettaglio non è così determinante, ma noi lettori accaniti ci teniamo parecchio. Ho trovato la copertina italiana davvero carina, ma, purtroppo, non adatta come quella originale. In verità la nostra versione mi ricorda di più la solita copertina che potremmo trovare nella sezione  New adult di una libreria, quando di New Adult questo libro non ha proprio nulla, mentre quella originale ha dei colori più azzeccati per i temi trattati per non parlare delle traiettorie circolari, che sembrano insensate, ma che in verità che ci rimandano alla passione di Aysel  per la fisica.
- Il confronto mamma e figlia. Non viene detto chiaramente ma Aysel prova del risentimento nei  confronti della madre e la madre del senso di colpa per averla un po' abbandonata una volta che si era risposata e aveva avuto altri figli. Avrei voluto un confronto più commuovente, più duro o rabbioso probabilmente, e non una pacifica chiaccherata di poche righe per placare i rimorsi e le mancanze di tutti.
- Leggermente troppo corto. Il libro è ben dosato, ma spesso ho avuto la sensazione che mancassero come dei pezzi. In particolare mi riferisco alla ritrovata voglia di vivere di Aysel, che avrebbe richiesto più pagine per non risultarci così forzata , dato che neanche poche pagine prima programmava il suo suicidio con Roman.
IN CONCLUSIONE: Il mio cuore e altri buchi neri è un enorme grido di lotta nei confronti di quel orribile mostro chiamato depressione e sulla capacità di credere ancora in sè stessi e darsi un'altra possibilità. È un romanzo delicatissimo ma al contempo incredibilmente potente. È una lettura che  non ti colpisce per i suoi grandi climax, ma piuttosto per le voci dei protagonisti e le emozioni che ci trasmettono. Consigliato: Sì.
Questo è tutto per la recensione di oggi. Avete letto questo libro? Vi è piaciuto? Come sempre fatemelo sapere con un commento qua sotto. Ci rivediamo con una nuova recensione.


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- Sole -

7.20.2015

HALF BAD #1 - Sally Green || Recensione

TITOLO: Half Bad #1
AUTORE: Sally Green
PREZZO: euro 15,00 (ebook: euro 3,99)
PAGINE: 390
Valutazione: ★★★★★/5

TRAMA: La magia esiste, ed è spaccata da una guerra millenaria. Appartenere a un fronte definisce il ruolo di ciascuno nel mondo, garantisce compagni e alleanze; ma soprattutto decide chi sono i nemici, che vanno giustiziati senza rimorso. Nathan vive in una zona grigia: figlio di una maga Bianca e dell'Oscuro più terribile mai esistito, cresce nella famiglia materna, evitato da tutti, vessato dalla sorellastra, perseguitato dal Concilio che non si fida di lui e anno dopo anno ne limita la libertà, fino a rinchiuderlo in una gabbia. La stessa guerra che divide il mondo della magia si combatte nel cuore di Nathan, in perenne bilico tra le due facce della sua anima, che davanti alla dolcezza di Annalise vorrebbe essere tutta Bianca, e invece per reagire alle angherie si fa pericolosamente Nera. Ma è difficile restare aggrappato alla tua metà Bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, della ragazza di cui ti sei innamorato, e forse nemmeno di te stesso.





COSA MI  È PIACIUTO!

- La cover. Ok, questo punto non ha una grande rilevanza per dimostrare la qualità della storia, ma anche gli occhi vogliono la loro parte e Half Bad ha una copertina davvero straordinaria. 
- Il punto di vista maschile. Raramente, e questo è un mio grande difetto, leggo libri con un punto di vista maschile. Probabilmente per la paura di non riuscire a immedesimarmi nel personaggio, non so, ma con Nathan è stato subito amore. È un protagonista con una voce incredibilmente potente e la sua storia mi ha catturata dal primo istante. Riuscivo a percepire il suo disagio, la sua rabbia e tristezza nei confronti di un destino nemico, la sua voglia di rivalsa, il suo amore selvaggio per la natura, e tanto, tanto altro ancora. 

- Il rapporto fra Nathan e Annalise. Mi piace molto Annalise, ma ancora non ho avuto modo di inquadrarla a pieno. È stata presente relativamente poco nel romanzo, ma il sentimento che lei prova per Nathan e che Nathan prova per lei è tangibile e incredilmente dolce. Sono sicura ci riserberanno grandi emozioni.
 Se così è non vuol dire che così deve essere.  Questa storia parla di maghi divisi in fazioni e in costante guerra fra loro: i Bianchi, quelli buoni, e i Neri, quelli cattivi. Una struttura di civiltà magica che a prima vista mi è apparsa piuttosto banalizzata e banalizzante, ma solo più avanti ho capito che l'autrice stessa voleva denunciare la classificazione. Lo capiamo quando i fratelli di Annalise, due purissimi Bianchi, picchiano Nathan a sangue provando piacere nel vederlo soffrire, oppure, quando, verso la fine, Nathan incontra Gabriel, un Nero che ben presto diventa il suo amico più fidato. Per non parlare di Nathan stesso, che discriminato da tutti per vivere da bianco ma con parte di sangue Nero riesce comunque ad affezionarsi alla gente e a dimostrare di essere una persona ricca di morale.
Natura Vs Educazione. L' autrice stessa ha detto di avere basato l'intera storia su questo punto. Sarebbe stato diverso se Nathan avesse avuto una madre amorevole ad accudirlo? Questo non lo sapremo mai, ma ciò che sicuramente salta all'occhio è che il modo in cui si viene cresciuti, e o trattati dalle persone a noi vicine,  spesso si riversa su come poi si è da grandi, e che nonostante tutto, non importa quanto si vuole sopprimerla, la propria natura esce sempre. 
- Estraniazione. Nathan non ha mai avuto una vita facile e dal momento in cui viene catturato dal Consiglio dei Bianchi per essere usato come arma e rinchiuso in una gabbia, la sua vita peggiorerà ancora. È stato incredibilmente interessante notare come nei punti di più alta sofferenza l' autrice portasse la narrazione alla seconda persona singolare, al "tu" per essere precisi, come per dimostrarci che Nathan è riuscito a sopravvivere solo smettendo di pensare a lui come persona.  Ecco un esempio:

- Marcus. Lui è il padre di Nathan ed considerato da tutti come una specie di Voldemort che ha lasciato dietro di sé una scia lunghissima di omicidi. Ancora non si è letto molto sul tanto temuto Marcus, ma sono davvero curiosa di sapere come si svilupperà il rapporto fra lui e Nathan. Nathan riuscirà ad amarlo nonostante tutto ciò che ha fatto?

COSA NON MI  È PIACIUTO

- Il lato magico. Pensavo avrei visto qualcosa di più spettacolare, ma purtroppo non è stato così.  Certo, sappiamo che ogni mago acquisisce i propri poteri, o meglio I Doni, a diciassette anni e il libro finisce proprio quando Nathan compie diciassette anni, ma mi sarebbe piaciuto, almeno, vedere un contorno più incantato, più magico. 
- Jessica. Sin da quando Nathan era piccolo la sua sorellastra non faceva altro che accusarlo di avere ucciso la madre e di quanto fosse cattivo. L' ho odiata con tutto il cuore, ma penso fosse  proprio l'obiettivo dell' autrice!


IN CONCLUSIONE: Nonostante il libro abbia alcune carenze non ho potuto fare a meno di amarlo alla follia. Mi piacerebbe dirvi che anche a voi potrà piacere quanto è piaciuto a me, ma non penso sia possibile. Half Bad ha uno stile è una storia completamente diversi ai Young adult a cui siamo abituati e sono sicura che molti potrebbero trovarlo un po’ ostico. Nonostante ciò, se vi piacerà, vi piacerà tantissimo!
Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? Fatemi sapere. Nel frattempo io corro a comprare il seguito!

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- Sole -

7.15.2015

QUI E ORA - Ann Brashares || Recensione



TITOLO: Qui e ora. Non puoi scegliere di chi innamorarti
AUTORE: Ann Brashares
CASA EDITRICE: Rizzoli
PREZZO: euro 14,90 (ebook: euro 8,99)
PAGINE: 424
Valutazione: ★★★★/5

TRAMA: Nella comunità cui appartiene Prenna, diciassette anni, è vietato frequentare estranei e d'obbligo indossare strani occhiali da vista. Le regole sono rigide: non bisogna rivelare la propria vera identità all'esterno né destare sospetti tra la gente "normale". Nessuno deve sapere che vengono dal futuro e sono fuggiti da un mondo devastato in cerca di un tempo migliore in cui vivere. In un sistema del genere c'è poco spazio per la libertà personale e nessuno per l'imprevisto. Ma se l'imprevisto ha l'aspetto di Ethan, un ragazzo disinvolto e generoso, che si taglia i capelli da solo e porta sempre vecchi pantaloni militari, cosa potrà mai succedere? Non si può sfiorare l'amore e far finta di niente, Prenna lo sa, per questo è disposta a infrangere qualunque divieto per lui. Insieme, Ethan e Prenna sfideranno il destino per poter dare al mondo un futuro migliore.



COSA MI  È PIACIUTO! 

  • La trama è geniale. Semplice ma molto accattivante. Parla di un gruppo di sopravvissuti ad una spietata pandemia che dal futuro vengono nel nostro presente per cercare di prevenire questa terribile sciagura. Io l’ho trovata davvero brillante, peccato che..
  • Prenna, la protagonista. Prenna mi è piaciuta abbastanza. La conosciamo dapprima come una ragazza fedele alla sua comunità, chiusa e di poche parole, per poi conoscerla sotto forma di un’eroina che vuole salvare l’umanità a tutti costi. Non ha grandi difetti, tantomeno grandi pregi, ma è sopportabile e questo vuole già dire tanto in un libro narrato in prima persona.
COSA NON MI  È PIACIUTO 


·     Il viaggio nel tempo. Io sono una patita per libri e i film che parlano di questo argomento e constatare che l’autrice ha spiegato il viaggio temporale di Prenna e degli altri superstiti in una maniera così confusa e tirata via mi ha veramente delusa. 
·    Ethan AKA agente della CIA AKA Stephen Hawking. Lui è un ragazzino! Un ragazzino delle superiori, e non m’importa quanto sia grande la sua passione per la scienza, lui non può aiutare la protagonista a salvare il mondo con così tanta sicurezza e savoir-faire. È assolutamente poco credibile. Pensate che ad un certo punto Ethan riesce a trovare Prenna grazie ad un localizzatore che le aveva messo nella scarpa! Un localizzatore, capite? Ma dove si trovano i localizzatori, poi! Per non parlare del fatto che lui riconosce le persone provenienti dal futuro semplicemente guardandole. Perché? Ovviamente non ci viene spiegato. 
·      Lo stile. Come ho già detto, la trama di questo libro è davvero eccezionale, ma la scrittura della Brashares è talmente fredda da tenere il lettore in disparte. Avete presente come sono scritti i libri per bambini? Con quella scrittura che generalmente tende solo a osservare gli avvenimenti ma non ad analizzarli? Ecco, questo libro è come una storia per bambini: sicuramente chiara, ma spesso sterile.
·         Il romance non funziona. Vuoi per lo stile, per la mancanza di più pagine incentrate sulle loro emozioni, non so, sta di fatto che l’amore fra Prenna e Ethan non colpisce e non fa sognare.
·      Intuito. Avete presente quei film horror di serie B dove tutti i protagonisti  si trovano in una casa infestata  è sapendo di essere in pericolo decidono stupidamente di dividersi per cercare di sconfiggere la presenza maligna che vuole ucciderli? Ecco, di tanto in tanto ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte a personaggi di questo tipo. Per la serie “ Uhmmi stanno inseguendo! Dobbiamo subito scappare. Prima però fammi passare un attimo da casa mia!”, dando per scontato che se qualcuno ti cerca inizia proprio... oh, sì, da casa tua!
·      Incoerenza. Ethan e Prenna hanno circa tre giorni per salvare il mondo,  e loro cosa fanno? Tanto shopping e il bagno al mare! Ah, che bello sapere che il nostro futuro è in mani sicure!
·   Troppo  corto. Raramente aggiungerei più pagine ad un libro se questo non ne avrebbe veramente bisogno, ma Qui e ora… beh, ne ha davvero bisogno. Troppe lacune, troppe domande in sospeso, troppa curiosità riguardo alla vita di Prenna nel futuro e alla pandemia che non trova risposte da nessuna parte.



IN CONCLUSIONE: Il libro si legge bene e velocemente. La storia è piacevole ma se desiderate leggere un libro ricco di emozioni, o comunque d'azione, andate a cercare altrove. Ha un grande potenziale, ma l'autrice non ha saputo valorizzarlo a pieno. Consigliato: Nì. 

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Avete letto questo libro? Fatemi sapere! Ci sentiamo presto.

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- Sole-

7.13.2015

Bookish lists #5: 10 film tratti dai libri e le loro differenze

Bookish Lists è la rubrica principale del blog. Periodicamente affrontiamo in maniera del tutto ironica e piuttosto diretta una lista composta da diversi punti riguardo a un preciso topic libresco.


Buonasera lettori,
Come state? Siete in vacanza o, come me, vivete solo di gelati, bibite ghiacciate e condizionatori? Spero per voi la prima opzione, in caso contrario, avete la mia piena comprensione. Oggi ho intenzione di parlare con voi di film, o meglio delle differenze, piccole o grandi che siano, che inevitabilmente insorgono nei film tratti dai libri. E siccome io tengo molto a questo argomento, preparatevi a più puntate... siete tutti avvertiti! Iniziamo!

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1.  BREAKING DAWN (parte 2)


Vogliamo parlare dell'inutile aggiunta della visione di lotta avuta da Alice solo per fare sembrare il film un film e non un episodio di Pingo? Probabilmente con la fotocamera del mio Samsung sarei stata capace di fare di meglio!

2. LOVE, ROSIE


Nel libro la storia di Rosie e Alex finisce quando loro sono ormai piuttosto maturi (attorno ai cinquant'anni), mentre nel film sono decisamente più giovani.

3. 50 SFUMATURE DI GRIGIO


Il film 50 sfumature di grigio non ha tantissime differenze rispetto al libro, nonostante ciò, il cambiamento più grande sta sicuramente nella quantità di scene di sesso omesse. 

4. IL MAGO DI OZ


Nell'omonimo libro di L. Frank Baum  le scarpette che Dorothy Gale utilizza per tornare a casa sono d'argento, mentre nel film sono diventate di rubino.

5. SHADOWHUNTERS- Città di ossa


Alla fine del primo film ci viene svelato che Jace e Clary sono fratelli, tuttavia ci viene anche fatto intuire attraverso le parole di Valentine che non lo sono realmente. Enorme spoiler? Abbastanza, soprattutto perché i lettori lo scopriranno solo nel terzo libro. 

6. THE HUNGER GAMES



Nel libro, alla fine dei primi Hunger Games, Peeta perde una gamba a causa di un morso di un ibrido. Successivamente la gamba viene amputata e sostituita da una artificiale. Di certo non si tratta di un aspetto determinante per la storia, ma chiunque abbia letto la trilogia si ricorderà dei tanti problemi che questo handicap ha causato a Peeta, in particolare nei secondi Hunger Games.


Sebbene fossero fisicamente presenti nei film, mai una volta si è parlato degli Avox, o meglio, dei senza-voce. Neanche per questa mancanza il film viene stravolto, ma di sicuro sarebbe stato interessante sapere che prima di Katniss ci furono persone che sfidarono Capitol anche a costo di essere puniti in una maniera terribile: con il taglio della lingua.


7.  CENERENTOLA


I fratelli Grimm sono riconosciuti per essere, di tanto in tanto, piuttosto macabri. Nella loro versione di Cenerentola, ad esempio, le sorellastre sono talmente disperate che pur di far calzare la scarpetta decidono di tagliarsi le dita! Sì, avete capito bene! Lontana anni luce dalla favoletta Disney, vero?

Ah, per la cronaca! Costoro, sempre nella versione Grimm, non esistono!



8. HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE (Parte 2)


Quando Voldemort colpisce Harry con un Avada Kedavra quest'ultimo si risveglia in una specie di limbo dalle fattezze della stazione di King's Cross. Nel libro è nudo, mentre nel film non lo è.


9. IL SIGNORE DEGLI ANELLI - La compagnia dell'anello


Nel giorno del suo compleanno Bilbo rivela a Frodo dell'esistenza dell'anello. Nel film, sotto consiglio di Gandalf, Frodo parte immediatamente per il suo epico viaggio, mentre nel libro passano ben 17 anni prima che tutti inizi.

10. DIVERGENT


Nel libro Four/Quattro è un ragazzo di diciotto anni, mentre nel film è visibilmente più vicino ai trenta che hai venti.  In ogni caso, non ho niente da ribadire al riguardo. Ottima scelta produttori ;)

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Questo è tutto! Preparatevi perché ho ancora molto da dirvi sull'argomento. Fatemi sapere quale differenza vi ha colpito di più. A presto.


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- Sole -

7.08.2015

AFTER #1 - Anna Todd || Recensione


TITOLO: After #1
AUTORE: Anna Todd
PREZZO: euro 14,90 (ebook: euro 8,99)
PAGINE: 424
Valutazione: ★★★★★/5

TRAMA: Ambiziosa, riservata e con un ragazzo perfetto che l'aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato: una laurea, un buon lavoro, un matrimonio felice... Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s'imbatte in Hardin. E da allora niente è più come prima. Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui nella sua stanza, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo che fa verso di lei, con un altro poi retroceda. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani. Quello che c'è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l'inizio di un amore infinito? Che sia davvero questo l'amore?











COSA MI  È PIACIUTO! 

  • Il messaggio. Sinceramente non penso ci sia una grande morale in questa storia, ma se devo estrapolare un qualcosa di buono in tutto ciò è che a volte non è poi così male uscire dalla propria confort zone per buttarsi in qualcosa di ignoto.
  •  Ho trovato il finale piuttosto inusuale (new adultamente parlando) e, appunto per questo, mi è piaciuto.
COSA NON  MI  È PIACIUTO 

  • Tessa è creata con il perfetto stampo da rincitrullita a cui siamo ben abituati. Bravissima a scuola, bellissima senza sapere di esserlo, innocente con una piuma del cuscino di Biancaneve, si veste così coperta da sembrare una Amish, ha il fidanzato da una vita ma non sa nulla riguardo al sesso. Appena vede Hardin gli ormoni di Tessa iniziano a lavorare correttamente e in breve tempo si ritrova in un triangolo amoroso che ben presto si scioglierà grazie alla consapevolezza che il suo cuore appartiene a Hardin. Ho visto in lei qualche barlume di intelligenza, ma la maggior parte delle volte avevo di fronte a me un' ameba succube di un ragazzo che, molto spesso, la trattava  male.
  • Se Hardin si chiamasse Evan, Travis o Gino non farebbe una grande differenza. Anche lui è il  classico protagonista maschile che si potrebbe trovare in qualsiasi New Adult. Bellissimo, pieno di tatuaggi, donnaiolo incallito, incaz***o con il mondo, amante dell'alcool e delle feste. Ha le maniere di uno scaricatore di porto (con tutto il rispetto!) eppure è incredibilmente popolare. Ovviamente per non renderlo troppo odioso, la Todd, come molte altre autrici, ha pensato di giustificare questa suo comportamento con un passato difficile.
  • After è, in verità, la storia di un'attrazione fisica piuttosto che di un amore struggente.
  • Stereotipi a gogo: l'ex fidanzato buono come il pane che  vuole aspettare il matrimonio, il makeover della protagonista, la compagna di stanza piuttosto open-minded che sembra stronzissima ma che mai una volta lo è realmente, le feste dell'università...ecc
  • In questo libro non c'è uno sviluppo della storia. In effetti, se potessimo fare un ECG ad After vedremo un qualcosa di molto simile a questo:
     Oltre al climax finale, che risolleva un po' la situazione, non c'è nulla. Il tutto si potrebbe riassumere facilmente in: lei e lui si conoscono, lei rimane attratta da lui nonostante non si capisca il motivo, lui sembra interessato a lei nonostante non si capisca il motivo ( anche se questo punto poi ci viene rivelato), lui continua a perseguitarla a modi stalker dappertutto, lei finge di disprezzarlo ma poi cede. Da questo momento in poi il libro cambia, ma non di tanto, e diventa una serie ripetitiva di scene spinte, litigate, lui che fa il geloso, le che piange, un po' di sesso qua è là, lui che fa il fidanzato perfetto, altre litigate, lei che piange...e praticamente questo è tutto. (e il libro è anche piuttosto lunghetto... quindi potete immaginare quante volte ero vicina all'abbandonarlo)
  • Non voglio giudicare l'autrice per il suo "passato" su Wattpad, perché non sarebbe giusto, però mi è impossibile non farlo. La sua scrittura è fresca ma troppo acerba. Le descrizioni sono inesistenti e per quanto cercassi di entrare dentro la storia non ci riuscivo perché non avevo nulla a cui fare riferimento. Per non parlare poi di quelle frasi da Bacio Perugina, quelle metafore sentite e risentite e la scelta di utilizzare il presente in prima persona che ha reso After una specie di libretto per le istruzioni. (tipo: scendo, vado, mangio...)
  • Ma perché tutti i protagonisti maschili dei New Adult devono avere sempre i tatuaggi? Non sarà, forse, che mettere tatuaggi sulla pelle di un protagonista risulta più rapido di creare un vero e proprio comportamento da duro? Per favore, mie cara autrici New Adult, più caratterizzazione e meno inchiostro. Fidatevi, i vostri protagonisti ne gioveranno.
  • Non capisco come mai tutti i libri New Adult, questo incluso, debbano contenere quella che mi piace chiamare l'iniziazione della protagonista. Iniziazione alle feste, al sesso, al bere, all'uscire con i ragazzi. Non so se questo sia legato al fatto che la maggior parte delle protagoniste di questi libri sembrano uscite da una campana di vetro o se più semplicemente sia legato all'ideologia americana dell'università e dell'essere finalmente autonomi, sta di fatto che Tessa, come molte altre, sembra quasi non avere avuto una vita prima di incontrare Hardin.
  • Il nome di una band non si traduce mai, vedere frasi come: "Ti piacciono davvero "i Fray"?, mi fanno venire l'orticaria!


IN CONCLUSIONE:  Hardin e Tessa sono una coppia che mi ha lasciata praticamente indifferente. La loro storia d'amore non mi ha stravolto o trasmesso nessuno  sentimento solido, non mi sono ritrovata tanto presa da mettermi a leggere ogni due secondi come mi capita di solito con un libro che mi sta piacendo molto, anzi spesso mi rimproveravo perché tendevo a leggere poche pagine al giorno e così non l'avrei mai terminato in tempi umani. Consigliato: Nì. 

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Allora, voi lo avete letto? Ovviamente questo è un mio giudizio personale e non voglio offendere nessuno. Se a voi è piaciuto fatemi sapere perché! A prestissimo con un post che, spero, vi divertirà molto.

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- Sole-

7.05.2015

Bookish lists #4: 14 tipi di persone che ogni lettore odia con tutto il cuore!

Bookish Lists è la rubrica principale del blog. Periodicamente affrontiamo in maniera del tutto ironica e piuttosto diretta una lista composta da diversi punti riguardo a un preciso topic libresco.


Buon pomeriggio a tutti,
Come procede la vostra vita? Anche voi siete in quello stato avanzato di liquefazione che persino girare un pagina di un libro vi fa sentire come uno schiavo egiziano che trascina mattoni per la piramide di Giza? In ogni caso *punta il ventilatore su di sé* oggi sono qui per affrontare una nuova puntata della mia rubrica preferita: Bookish Lists
Quante volte, nella nostra breve o meno breve vita da lettori, ci siamo trovati di fronte a persone che volevano mettere a repentaglio il nostro amore per i libri? Tante, vero?
Ecco, allora, che qui sotto ho stilato una breve lista composta da tutti quegli individui che più comunemente tendono a distruggere la nostra sanità mentale da lettore accanito.

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1. L'IMPEGNATO
"Mi piacerebbe moltissimo leggerlo, perché sembra davvero carino, ma sai, non ho mai un minuto libero!"



2. IL LETTORE DI NUOVA GENERAZIONE
"Non ho dubbi. Gli e-reader sono molto meglio dei libri cartacei!"



3. IL LETTORE DI NUOVA GENERAZIONE 2.0
" Sembra molto carino! Dove hai detto che posso scaricare il PDF?"



4. LA PERSONA CHE VIVE SOTTO LA ROCCIA
"Quindi mi stai dicendo che "shippare" non significa rubare? "




5. IL CHIACCHIERONE
"Ciaoooo...che leggi? 
Ma dai, l'ho letto pure io settimana scorsa. Mi è piaciuto tantissimo, anche se ancora non riesco a metabolizzare il fatto che lui sia morto!"



6.IL GENIO PERDUTO
" Leggi sempre tu, eh? Io l'ultimo libro l'avrò letto in prima media!"


7. LA PERSONA POP-CORN
" Ma come fai a dire così? Il film è molto meglio. Il libro è troppo lungo."
(parlando del tuo libro preferito)



8. L'INVADENTE
"Mi ispira molto. Me lo presteresti?"
(parlando del tuo libro preferito)



9. IL FILOSOFO
"Forza, smettila di tenere il naso incollato su quei libri. C'è un mondo bellissimo là fuori che ti aspetta!"


10. IL MINIMALISTA
"Io non ho una libreria. Generalmente i libri li prendo sempre in prestito piuttosto che comprarli. D'altronde io non rileggo mai un libro."



11. IL RECENSORE CATTIVO
(leggendo una recensione su Goodreads del tuo libro preferito) 
"Ho dato a questo libro solo due stelline. Manca di contenuti, i personaggi sono male caratterizzati e l'amore fra Tizia e Tizio è così inverosimile e sdolcinato che non sono proprio riuscita a continuare la lettura. Terribile!"



12. L'AMICO ANTICONFORMISTA
"Ho letto il libro che mi hai consigliato. Ma come ha fatto a piacerti? La protagonista è più depressa di Bella Swan!"


13. LO STALKER
(Sull'autobus)(Sul divano)(Su una panchina)(Su un letto)(Su una poltrona)(A scuola)
(in ogni caso, in qualunque posto tu stia leggendo)
" Eccoti qua, ti stavo cercando. 
Ti devo raccontare cos'è successo ieri sera!"


14. L'ESPERTO
"Lo sai, no, che leggere solo Young Adult non fa di te un vero lettore?"



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Questo è tutto, anche se sono sicura che di persone come quelle elencate qua sopra ne esistano, come minimo, almeno un'altra decina! Fatemi sapere quali sono stati gli individui più bizzarri con cui avete avuto a che fare. Ci sentiamo prestissimo con una nuova recensione.


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- Sole-

7.02.2015

SERIE SHATTER ME - Tahereh Mafi || Recensione (Attenzione spoiler!)


TRAMA: 264 giorni segregata in una cella, senza contatti con il mondo. Juliette non può parlare con nessuno, e nessuno deve avvicinarla, perché ha un potere terribile: se tocca una persona la uccide. Agli occhi dell'organizzazione che l'ha rapita il suo potere è un'arma stupefacente, per lei è una maledizione. Un giorno però nella cella viene spinto Adam. Juliette non vuole fargli del male, e così lo tiene a distanza. Ma Adam non sa del suo potere, e mentre lei dorme in preda agli incubi la prende tra le braccia per confortarla. Da quel momento tutto cambia, perché Adam, immune al tocco di Juliette, è l'unico che può accettarla così com'è. Insieme progettano la fuga, alla ricerca di un mondo che non la consideri più né un'arma né un mostro, ma una persona speciale, che con il suo potere può fare la differenza.

ORDINE DI LETTURA DELLA TRILOGIA:
- Schegge di me (pubblicato da Rizzoli)
- Unravel me (inedito in Italia)
- Ignite me (inedito in Italia)


  • Le copertine sono delle vere e proprie opere d'arte da appendere al muro;
  • L'idea alla base della storia è molto affascinante;
  • La Mafi ha uno stile pazzesco. Ho amato tantissimo la sua prosa ricca di metafore (comprese quelle più assurde e insensate) così come ho apprezzato la scelta di utilizzare parole cancellate (in questo modo) per enfatizzare i difficili, e spesso contraddittori, pensieri di Juliette;
  • Juliette è una protagonista che non mi ha lasciato un segno, ma dal primo all'ultimo libro ho visto in lei una crescita ben tangibile e questo aspetto è sicuramente degno di nota;
  • Il tocco letale di Juliette  è  un potere davvero interessante;
  • Nonostante Warner sia un maniaco sociopatico per gran parte della trilogia, ho trovato davvero intrigante sia lui che la sua storia.
  • Adam è un protagonista che all'inizio della trilogia mi era apparso troppo perfetto per essere vero, ma con l'andare avanti, in particolare in Ignite me, ho capito di avere di fronte un ragazzo normalissimo pieno di paure e difetti, ma soprattutto un personaggio coerente con le sue scelte e consapevole della gravità delle situazioni. Probabilmente fra Juliette e Warner è quello con più sale in zucca!
  • Kenji è un personaggio secondario adorabile e pieno di carisma, mi spiace solo sia apparso relativamente poco.
  • Non avrei mai pensato che Juliette si sarebbe potuta innamorare di Warner. Generalmente gli young adult hanno quel genere di stampo alla "chi prima arriva migliore alloggia" per quanto riguarda le relazioni amorose, di conseguenza, ho trovato molto interessante la piega inusuale che ha preso la storia.
  • Odio i triangoli amorosi, ormai penso lo sappiate, ma questa volta credo sia stato utile alla protagonista per capire realmente chi fosse e cosa volesse.


  • In nessuno dei tre libri la Mafi ha affrontato il perché della nascita dei poteri di Juliette, ne tanto meno quelli di tutti gli altri;
  • Warner e Juliette sono, a mio parere, perfetti assieme. Tuttavia, il giovane Warner poteva essere caratterizzato in maniera più lineare, senza sembrare un maniaco che da un giorno all'altro diventa un agnellino solo perché ha conosciuto una bella ragazza;
  •  Preparatevi perché, sì, Juliette è quel genere di ragazza che non sa di essere bella nonostante sia una stra***a da paura;
  • Juliette è una protagonista piuttosto egocentrica. Badate bene non nel senso che si dà delle arie, bensì che mette sempre lei al primo posto. Lo capiamo dai suoi assillanti pensieri incentrati esclusivamente sulle sue paure o sui suoi problemi, così come lo capiamo persino alla fine quando combatte la battaglia finale soprattutto per una sua rivalsa personale piuttosto che per un bene comune;
  • Il mondo distopico è del tutto inesistente. Ciò che sappiamo è solo che il mondo (nessun riferimento utile per localizzare geograficamente il libro) è governato da un’organizzazione totalitaria, che il cielo ha un colore diverso e che le piante e gli animali si stanno estinguendo. Una cornice decisamente troppo traballante e noiosa
  • Shatter me non è esattamente un distopico, in quanto la Mafi si concentra maggiormente sulla vita amorosa di Juliette e sulla sua crescita personale.
  • La supremazia di Warner è poco credibile, in particolare perché ha solo diciotto anni.
  • Sebbene venga data una precisa motivazione nel secondo capitolo, mi è risultato troppo forzato il fatto che gli unici due ragazzi che potevano toccare Juliette fossero poi anche gli unici due per i quali lei provava qualcosa.
  • La velocità con la quale Adam accetta la relazione fra Warner e Juliette mi ha veramente infastidita. Per non parlare poi di come la Mafi abbia deciso, alla fine, di farci credere ad un possibile nuovo interessamento  amoroso di Adam solo per sistemare tutti dentro un quadretto perfetto.
  • Dopo le grandi aspettative ho trovato la battaglia finale troppo sbrigativa.
  • Personalmente ho apprezzato tantissimo lo stile della Mafi, ma sono consapevole del fatto che non è per tutti i gusti. Proprio per questo ritengo che la sua scrittura possa benissimo essere considerata come il suo più grande pregio ma anche il suo peggiore difetto.


IN CONCLUSIONE: La serie Shatter me non mi ha colpita tanto quanto pensavo. Certo, ha un grande potenziale (l'autrice ha, difatti, annunciato da breve l'uscita della serie TV ) e non nego che mi abbia piacevolmente intrattenuta, ma ha una sovrabbondanza di cose da un lato e troppe carenze da un altro. Juliette non è una protagonista molto forte e se non fosse stato per i protagonisti maschili, che per quanto mi riguarda hanno una caratterizzazione più accurata, dubito sarei riuscita a portare a termine questa trilogia senza sbuffare ogni tre secondi. In ogni caso, sono dei libri molto divertenti, romantici e poco impegnativi. Consigliati: SI!

RATING FINALE
★★★★
4 stelle su 5

Questo è tutto! Voi avete letto questa trilogia? Vi è piaciuta? Fatemi sapere!

Restate collegati.
 Sole 




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