11.23.2014

BLUE LILY, LILY BLUE - Maggie Stiefvater || Recensione

NOTA BENE: essendo il terzo libro di una serie è inevitabile la presenza di spoiler!



Questa serie mi sta rovinando l’esistenza.

Probabilmente ne ero già un pochino consapevole quando in libreria ho letto la trama del primo libro e ho pensato fra me: "Uhm, questo sembra interessante", ma non avrei mai immaginato di attaccarmi tanto a una serie Young adult.

Blue Lily, Lily Blue, terzo capitolo della The Raven Cycle, inizia esattamente un mese dopo ai fatti di Ladri di sogni, dove Blue deve fare i conti con la scomparsa di sua madre, e al tempo stesso aiutare i ragazzi, consapevole del fatto che la loro ricerca potrebbe esserle di aiuto per ritrovare Maura. Tantissimi fatti accadono in questo libro: per esempio, la connessione di Adam con Cabeswater permetterà al gruppo di capire che ci sono ben tre dormienti, due da svegliare e uno che, invece, non deve essere risvegliato per nessun motivo. Assisteremo anche all’arrivo di due nuovi personaggi, una coppia di giovani sposini piuttosto inquietanti alla ricerca di un prezioso "oggetto", nonché al ritorno di Mr. Gray (no, non quello di Cinquanta sfumature), l' hit man dal cuore di pietra che, strano ma vero, sembra essere una delle poche persone a capire il dolore di Blue. Oltre alla trama spettacolare e alla meravigliosa caratterizzazione dei personaggi, uno degli aspetti più belli di questo libro è la magia. Sia chiaro, per magia non intendo quella evidente, quindi bacchette alla Harry Potter o libri di incantesimi, ma quella meno palpabile. L’intero libro ci parla, ci incanta con atmosfere polverose e appannate dal sapore ancestrale e arcano. Persino la scena più banale sembra pescata da un vecchio libro che narra di folclore.

Quando ho letto la sinossi del romanzo per la prima volta mi ero piuttosto allarmata. Ad esempio, veniva affermato che alcuni amici avrebbero tradito, ma sono felice di dire che mai come in questo libro l' amicizia fra i cinque ragazzi diventa incredibilmente salda. Prendiamo Adam, nonostante la sue umili origini, nei primi due libri non ero riuscita a comprenderlo. La sua costante necessità di essere qualcuno mi dava come l’impressione che sarebbe stato disposto a fare e a dire qualunque cosa pur di essere all’altezza dei ricchi ragazzi dell’Aglionbly. Invece no, in Blue Lily, Lily Blue, Adam capisce finalmente che l’amicizia è molto più importante del suo orgoglio, e che l’aiuto di qualcun altro non significa necessariamente pietà se a farlo è una mano amica.
Ma parliamo un po’ degli altri personaggi perché c’è molto da dire.

Blue: lei è una protagonista che in questo libro è cresciuta tantissimo. Ciò non è dovuto solo alla scomparsa della madre che, ovviamente la metterà costantemente a dura prova, ma saranno anche le nuove scoperte, il divampare del suo amore per Gansey e la consapevolezza di avere un potere più forte dentro di sé a farla diventare più adulta. Con l’inizio dell’anno scolastico, inoltre, conosceremo il motivo del suo carattere tanto forte, non solo determinato dalla sua "bizzarra" famiglia ma anche da compagni di classe che vedendola strana l’hanno sempre emarginata e presa in giro. Ciò potrebbe spiegare, in parte, il perché del suo pregiudizio nei confronti dei ricchi e sbruffoni ragazzi dell' Aglionbly, ma anche il forte bisogno di non perdere la loro amicizia una volta conosciuti realmente.
Noah: il dolce e vivace fantasma del gruppo è molto meno presente in questo libro, e quelle poche volte in cui compare ha sempre un comportamento piuttosto bizzarro, quasi fosse impazzito, oserei dire. Purtroppo non ci vengono dati molti chiarimenti, ma di sicuro l'autrice ci fa intendere che Noah avrà una posizione di riguardo che dovrà essere ben chiarita nell’ultimo libro.

Poi abbiamo Ronan: il ribelle, il fuggitivo, lo sboccato. Nemmeno di lui avevo una buona opinione, almeno non prima di Ladri di sogni, ma dopo averlo rivalutato negli ultimi due libri posso chiaramente dire che Ronan è uno dei personaggi più interessanti dell’intero gruppo. Sempre molto enigmatico, con questo magnifico potere di portare in vita i suoi sogni e un' attitudine da prendere a schiaffi, in Blue Lily, Lily Blue iniziamo a intravedere la vera faccia che nasconde dietro quella maschera protettiva, una faccia di una persona buona, sensibile e incredibilmente intelligente. 
E infine c'è lui: Gansey.
Gansey,Gansey, Gansey, Gansey, Gansey...
Più leggo di questo personaggio e più ne rimango affascinata. La mia predilezione per lui non c’entra niente con i suoi evidenti pregi, soprattutto perché, dovendo fare un bilancio, Gansey ha tanti pregi quanti difetti.  Lui è il meno sveglio di tutti, il meno furbo, il meno dotato, di certo non è il ragazzo perfetto che potrebbe sembrare a prima vista, ma ciò che mi affascina di lui oltre la sua indiscutibile bontà di cuore e lealtà, è la curiosità. Gansey porta avanti la sua ricerca spinto da un' irrefrenabile voglia di conoscere e sapere, una ricerca che è decisamente una missione di vita per lui ed è molto facile per noi lettori cadere nel suo circolo vizioso e lasciarci conquistare dal suo amore per questo "mito".
Se parlo di Gansey e ovvio che non posso tralasciare di citare il suo rapporto con Blue. Loro due, insieme, sono una delle coppie più belle che io abbia mai "conosciuto" in un libro. Nonostante la perfida maledizione inflitta dalla Stiefvater, che non permette ai due nemmeno di baciarsi, il loro amore è talmente tenero e dolce che non si può fare a meno di tifare per loro. 
Comunque, no, se ve lo state chiedendo, nemmeno in questo libro c'è il tanto fatidico bacio, però c' è il quasi bacio e le sfiorate di mani e le lunghe occhiate che lasciano intendere di tutto, e fidatevi quando vi dico che queste scene farebbero impallidire Mr. Gray ( Sì, questa volta quello di Cinquanta sfumature) tanto sono intense.
Cosa dire in conclusione, Blue Lily, Lily Blue si afferma essere un altro strepitoso sequel, pieno di colpi di scena e dalla magnifica scrittura. Non è adatto a tutti i gusti, ma d’altronde se state leggendo questa recensione e perché siete interessati. Non so se essere triste o felice per l’uscita dell’ultimo libro: il finale di Blue Lily, Lily Blue ci ha lasciato nuovamente senza fiato e se da una parte sono estremamente curiosa di scoprire il destino di questi giovani, dall’altro lato sento già il cuore sgretolarsi al pensiero di dire addio a tutti.

Perdonatemi per questa recensione biblica, ma tanto per un altro anno non vi romperò più le scatole.




INEDITO IN ITALIA.

La serie è formata:
- Raven boys (Rizzoli, 2013)
- Raven boys: Ladri di sogni (Rizzoli, 2014)
- Blue Lily, Lily Blue (Inedito, 2014)
- Senza nome (Inedito, 2015)

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- Sole -

11.17.2014

LOST IN AUSTEN - Emma Campbell Webster

Se anche voi, come me, avete sempre desiderato di risvegliarvi in una modesta residenza di Longbourn nei panni della giovane e vivace Elisabeth Bennet, probabilmente questo libro fa per voi.
Ebbene sì, non bastava l' avere quasi imparato a memoria il romanzo della Austen, consumato l' omonimo DVD del 2005 fino all' ultimo atomo, e avere guardato qualsiasi adattamento cinematografico del romanzo pre e post civilizzazione, io necessitavo essere Elisabeth Bennet... e questo romanzo me ne ha data la possibilità.
 Lost in Austen è un divertissimo libricino che narra in maniera piuttosto diretta, fresca e ironica  la storia di Orgoglio e pregiudizio con l' unica differenza che, questa volta, siamo noi a scegliere attraverso varie opzioni, qualsiasi mossa che Elisabeth dovrà intraprendere. Ma qual è l' obiettivo di tutto questo, vi starete chiedendo?  Ma sposarci mie care fanciulle regency! Che altro se no!
Tuttavia, come ogni protagonista Austeniana che si rispetti, il nostro primissimo obiettivo non è semplicemente quello di farci mettere un anello al dito da chicchessia, bensì quello di contrarre un matrimonio di ragione e sentimento, in parole spicce, dobbiamo conquistare Darcy e  sposarci per amore, non per interessi (Mrs. Bennet, no, non può dire la sua!).
"Giocare" è semplice, dobbiamo solo munirci di carta e penna per scrivere tutti i punteggi che troveremo nel corso della storia e che dovremo poi mettere sotto le varie colonne che si distinguono in: fortuna, intelligenza, autostima, qualità e relazioni. Ovviamente, se si hanno più punti sotto le caselle dell'intelligenza e della fortuna, si avranno maggiori possibilità di andare avanti con successo nella storia.
Non sottovalutate troppo questo libro, però, se pensate che sposarsi col caro Fitzwilliam sia semplice, vi sbagliate di grosso. Per quanto mi riguarda, ad esempio, sono dovuta scappare scandalosamente con Mr. Wickham, morire in un orribile incidente, sposare Mr. Knightley nonostante amassi già Mr. Darcy, vivere da zitella per tutta la vita, prima di poter finalmente "coronare il mio sogno".  Per non parlare poi di quella volta in cui ho, ehm Lizzie ha sposato Darcy troppo presto e non ricambiando il suo sentimento ha cercato l' amore altrove... più precisamente fra le braccia di Mr. Martin, il contadino della fattoria affianco. 
Insomma, nonostante il prezzo un po’ altino per i miei standard, questo libro è (scusate i termini poco settecenteschi) una figata assurda. Anche quando vi troverete di fronte alla frase "Fine. Sei un perdente." non potrete fare a meno di ridere perché, la maggior parte delle volte, il motivo per cui non siete riusciti a contrarre il matrimonio è incredibilmente folle. Quindi, sì, se amate Orgoglio e pregiudizio in una maniera piuttosto fuori dal comune e volete divertirvi con i suoi personaggi, dovete assolutamente procurarvi questo libro!



  
Casa editrice: HOP EDIZONI. Pagine: 375. Prezzo: euro 21,00.


Allora, avete intenzione di mettervi alla prova e di creare la vostra avventura?

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- Sole -

11.14.2014

SERIE FALLEN - Lauren Kate

Ho letto la serie Fallen molto prima di intraprendere l’idea di creare il blog e dopo aver aperto i battenti le letture più recenti hanno avuto la precedenza e le recensioni riguardo a questi libri sono andate dritte dritte nel dimenticatoio. Oggi, però, mi sono costretta di sedermi davanti al PC per scrivere una piccola review, soprattutto perché tra breve uscirà il film e mi piacerebbe dire la mia al riguardo ora che il polverone è ancora ben saldo a terra. 
Fallen narra la storia di Lucinda Price, una ragazza di diciasette anni che a causa di un incidente in cui il suo ragazzo rimane vittima, viene mandata in un riformatorio chiamato Sword & Cross. In questo riformatorio dalle fattezze piuttosto inquietanti e oscure, Luce ha modo di conoscere  Daniel, un ragazzo della sua stessa sua età, tanto bello quanto misterioso. Con Daniel c’è subito attrazione, quasi una sorta di legame, almeno questo è ciò che sente la ragazza, perché all’inizio il giovanotto sembra proprio non volerne sapere nulla di lei (vedi scena in cui lui risponde alle sue continue occhiate con un bel gestaccio). Daniel, però, sotto questa maschera da duro e impossibile nasconde il segreto di essere un angelo caduto, e questa sua fredda arroganza è solo una facciata ben studiata per prendere le distanze da lei. Sì, perché fra Daniel e Luce grava una maledizione che li condanna da tempi molto remoti e che ogni volta si ripropone nel medesimo modo: i due giovani s’incontrano ogni diciassette anni, s’innamorano ma ancora prima di potere vivere questo loro amore Luce muore in condizioni terribili. Questa volta in cui anche noi siamo testimoni, però, Luce non muore immediatamente e questo sarà uno dei diversi perché a cui dovremo cercare di dare risposta. 

La trama dell' intera serie è sempre stata piuttosto originale per quanto mi riguarda; sebbene trovi ancora irritante l'innamoramento a prima vista, la faccenda di Luce che muore ad ogni loro incontro mi ha sempre affascinato, per non parlare poi dell’essere angelo di Daniel che, all’epoca dell’uscita di Fallen, era un personaggio paranormal che nei romanzi di questo genere si vedeva ancora poco e di conseguenza m’incuriosiva abbastanza. In ogni caso, il mio giudizio generale su questa saga è piuttosto negativo. Ciò non è stato determinato da come poi l’autrice ha sviluppato la storia, pur essendo monotoni e fiacchi, infatti, Torment e Passion sono piacevoli, bensì è stata la cattiva caratterizzazione e il mancato sviluppo dei suoi personaggi a portarmi a questa conclusione. Luce è una protagonista che di certo non ricorderò per le sue prodezze o forza morale, spesso è depressa e non mai in grado di reagire senza piangere sugli scherzi che il destino sembra volerle infliggere. Ho visto uno spiraglio di luce di uscita dal tunnel delle gatte morte in Rapture, ma ciò non basta per recuperare tre libri di "smortaggine".
   
Daniel, dal canto suo, è un personaggio che ho amato e odiato allo stesso tempo. Oltrepassate le cento pagine in cui fa la parte del bad boy della situazione e passati quei momenti in cui cerchiamo di capire quale strana creatura sia, il caro angioletto mi è risultato molto difficile da digerire. Appena inizia un rapporto più profondo con Luce, inoltre, si trasforma nel classico personaggio degli young adult per eccellenza, buono soprattutto, se non del tutto, a dire frasi stucchevoli e melense che ti fanno venire il latte alle ginocchia dopo la terza scena in cui si rivedono. 

Ma è un paranormal romance, cosa ti aspettavi? Niente di speciale, se ve lo state chiedendo, solo un personaggio maschile che parla anche attraverso i gesti o lo sguardo, e non un ragazzino che sembra essere il bigliettino all’interno dei Baci Perugina, per esempio. Però, come dicevo prima, alcune cose di lui mi sono piaciute lo stesso. Ho apprezzato molto la sua forza d’animo nell’affrontare ogni diciassette anni le morti di Luce, nonché la decisione di non dire alla ragazza che sin da subito lui sapeva tutta la verità, ma lasciare che lei ci arrivasse seguendo un cammino che poi l’avrebbe portata ad essere pronta di sapere.

Proseguendo con la storia, in Torment e in Passion, i protagonisti non cambiano granché e ciò a cui assistiamo sono solo piccoli sviluppi della trama che non ci dicono molto sul reale motivo per il quale Luce e Daniel sono torturati da questa terribile maledizione. Passion, in particolare, è stato definito da molti come superfluo, in quanto la storia non va avanti, ma viene narrato solo il percorso di Luce che la porta a rivivere alcune delle sue vite e delle sue morti passate. A me non è dispiaciuto del tutto, d’altronde penso fosse necessario per noi lettori un viaggio introspettivo nei passati di Luce, ma un libro intero per questo... insomma, è un po’ troppo

Se fino a qui avevo un po’ storto il naso, però, è solo con Rapture che, a mio parere, questa saga si risolleva. In effetti, se dovessi valutare quest’ultimo capitolo singolarmente, gli darei senza tanti problemi quattro stelline, se non di più, perché a me è proprio piaciuto tanto, e ammetto di essermi piacevolmente commossa nel finale. Ok, io ho capacità intuitive pari a zero, ma questa conclusione proprio non me la sarei mai aspettata e  mi ha preso piuttosto in contropiede ( in senso buono!).

Come vedete questa saga è stata per me un grande controsenso: l'ho amata e odiata, l'ho trovata piacevole in alcuni passaggi e noiosa in altri, mi ha commossa e lasciata indifferente al contempo. Ve la consiglio? Sì, nonostante tutto, sì, ma a patto che partiate già con la convinzione di arrivare fino alla fine. È una storia carina e piacevole, niente di più, niente di meno.


E voi, cosa ne pensate di questa serie? Fatemi sapere.


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- Sole -




11.07.2014

Bookish lists #2: 11 ASPETTI CHE CARATTERIZZANO IL LETTORE ACCANITO


Bookish Lists è la rubrica principale del blog. Periodicamente affrontiamo in maniera del tutto ironica e piuttosto diretta una lista composta da diversi punti riguardo a un preciso topic libresco.



Salve lettori, 
Come procedono le vostre letture? Io sono completamente immersa in Blue Lily, Lily Blue di Maggie Stiefvater, il terzo libro della Raven Cycle che, neanche a dirlo, mi sta completamente risucchiando ogni briciola di vita, ma di questo parlerò non appena l' ho finito altrimenti inizio a divagare.

Oggi stavo parlando di libri con mia sorella  (momento assai raro, quanto piuttosto particolare) e mi sono accorta che, per quanto anche lei ami leggere qualche libro durante l'anno, non riuscirà mai a capire la mia visione nei confronti della lettura. Una domanda allora mi è sorta spontanea: cosa caratterizza noi lettori accaniti? Dire che leggiamo tanti libri non è forse un tantino limitante? Ecco, allora, che ho iniziato a pensare e ad elencare tutti quei fatti che possono rappresentarci a pieno. 

3,2,1. Go!


1. Il lettore accanito prova sensazioni di euforia, gioia  e svenimento quando ha un libro in mano, suona il postino o entra dentro una libreria.




2. Il lettore accanito prova sensazioni omicide, frustranti e rabbiose quando il libro che cerca non si trova in libreria, è fuori catalogo o il postino ritarda anche solo di un giorno a consegnargli il pacco.



3.Il lettore accanito in età scolastica non si sente pronto per l' interrogazione di storia, ma se gli venisse chiesto di fare una relazione su tutti i libri che ha letto con tanto di grafici e analisi incrociate sui personaggi, sullo stile utilizzato e sul periodo storico, beh...saprebbe farlo in seduta stante!  



4. Nonostante il lettore accanito abbia uno scaffale pieno di libri che lo guardano con gli occhioni coccolosi alla Gatto con stivali di Shrek, lui DEVE comprarne altri. Non ne può fare a meno.




5. Il lettore accanito prende l' argomento libri dannatamente sul serio.

«Cosa? Stai dicendo che non ti è piaciuto?»

6. Il lettore accanito è convinto dell' idea che al mondo dovrebbe esistere un' associazione per i diritti del lettore con tanto di assicurazione in caso di offese al suo libro preferito.


7. Il lettore accanito preferirebbe di gran lunga avere la possibilità di cenare con il suo autore preferito piuttosto che con Brad Pitt o Megan Fox.



*Ehm.....dai, va bene, in questo caso non ci metterei la mano sul fuoco!*

8. Quando il lettore accanito incontra una persona sconosciuta che legge, deve a tutti costi sapere il titolo del libro. Poco importa se poi i suoi movimenti allunga collo o fuori pupilla possono farlo sembrare uno stalker.



9. Il lettore accanito considera l' affermazione "Sono stato a casa perché ho finito la mia serie young adult preferita e ho fatto fatica a riprendermi" una motivazione più valida e delicata rispetto a  "Sono stato a casa perché ho avuto la febbre a 40 con placche e ho fatto fatica a riprendermi".




10. Il lettore accanito desidera ardentemente un cerchione dantesco in cui rinchiudere quelle persone che non rispettano il suo amore per la lettura e se ne escono con frasi: "Ma non ti stufi mai di leggere?".


11. E infine, quando il lettore accanito arriva all' epilogo e il protagonista della storia muore improvvisamente, lui reagisce sempre in maniera.....impeccabile.





Vi ritrovate in questi punti? Io ovviamente ho cercato di ironizzare, ma bisogna dirlo, siamo proprio folli. Quali sono quegli aspetti che proprio vi caratterizzano e che io non ho citato? Fatemi sapere, sono molto curiosa!


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- Sole-





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