10.10.2013

ODYSSEA, OLTRE LE CATENE DELL'ORGOGLIO - Amabile Giusti

Finalmente mi accingo a scrivere questa recensione. Dopo solamente un giorno di lettura, con la mente ancora bella fresca di particolari e le emozioni vivide stampate nei miei occhi, vi parlo del secondo capitolo di una saga che io adoro follemente: Odyssea, oltre le catene dell’orgoglio. Se avete seguito i post precedenti, sapete benissimo quanto io abbia apprezzato il primo libro, Odyssea, oltre il varco incantato, e quanto stimi la scrittura di Amabile Giusti, e sono quindi felicissima di poter dire che a lettura completa del romanzo le mie aspettative e opinioni non sono per nulla cambiate, anzi tutt'altro. Sì, dico anzi perché se nel primo episodio ho rischiato diversi svenimenti improvvisi, grazie a Odyssea, oltre le catene dell’orgoglio avrei dovuto chiamare l' ambulanza un minuto sì e l’altro pure. In seguito al finale d’impatto che ci aveva lasciati col fiato sospeso alla Festa d’Autunno, con Jacko e Odyssea che andavano ognuno per la loro strada, dopo che lui le aveva annunciato di volerle bene, ma di non amarla, in una non-dichiarazione che aveva sconvolto, stravolto e fatto impallidire tutte le lettrici, nel secondo capitolo la storia riprende diverse settimane più tardi, con la nostra amatissima Odyssea intenta a iniziare il suo primo giorno di studi nella Scuola Superiore di Magia Applicata di Wizzieville, nervosissima ed eccitatissima di trovarsi per la prima volta nei panni di una studentessa. Essendo una scuola di magia potrete già presagire le avventure che accadranno là dentro. Io mi sono divertita tantissimo a conoscere i professori: la signora Talpa, ad esempio, insegnante di Studio dei Vegetali, svolge le sue lezioni in una botola sotto metri e metri di terra e ha una pelle simile alla buccia di una patata, mentre la professoressa Strawberry, insegnante di Difesa contro gli Animali Pericolosi, è un fantasma decaduta da diversi anni.

Non mancherà neanche la conoscenza di nuovi luoghi, come il quartiere Est e quello Fantasma, e di creature, come una stupenda giovane dragonessa di nome Aria, un principe elfo, eleganti ninfe e abbaglianti sirene. Sono molto contenta che la Giusti abbia deciso di regalarci quest’analisi approfondita di Wizzieville, permettendoci così di riuscire a carpire una visione molto più ampia e consapevole del territorio magico. In questo secondo capitolo Odyssea avrà modo di trovarsi di fronte a diverse situazioni, difficili e meno difficili, ma che inevitabilmente la costringeranno a crescere.  Le nuove amiche e nemiche, l’amore non corrisposto di Jordy, l’atmosfera di morte che sembra rincorrerla ad ogni passo e l’amore impossibile per Jacko. I sentimenti che Odyssea prova per quest’ultimo, cresceranno talmente tanto da diventare stravolgenti e disarmanti, sempre pur restando reali e concreti, al punto tale che riuscivo a sentire dentro di me ogni battito del  suo cuore. Jacko da parte sua è un personaggio che in questo libro ho adorato ancora di più. Con quel suo carattere forte, orgoglioso, riservato, bello e impossibile come non mai, comincerà anche lui a mostrare piccoli e grandi cedimenti nei confronti di questo sentimento che non vede l’ora di sbocciare e prendere il volo. Il finale, che ancora oggi mi commuove al solo rimuginarci, mi sta tenendo sul filo del rasoio, facendo così aumentare in me la voglia furiosa di sapere come continueranno le vicende di questi due giovani amanti.

Al prezzo di pochi euro, Odyssea, oltre le catene dell’orgoglio è un libro che, assieme al suo primo capitolo, ha scoccato la freccia appuntita di Cupido dritta, dritta nel mio cuore, conquistandomi irrimediabilmente. Già innamorata come non mai, impazzisco di gioia al solo pensiero che questa storia si prolungherà per altri cinque libri. Io, cari lettori, non so che altro aggiungere per suggerirvi di leggere questa meravigliosa e struggente saga italiana, per cui concludo solo dicendo: ATTENZIONE, PUÒ CREARE DIPENDENZA!



Editore "Kindle Amazon". Pagine 477.  Per ora disponibile solo in ebook, prezzo 2,99€
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10.03.2013

TI PREGO, LASCIATI ODIARE - Anna Premoli


Ho letto Ti prego lasciati odiare alcuni mesi fa, durante uno di quegli tipici momenti femminili in cui si ha una forte necessità di leggere un romanzo leggero, divertente e molto, ma molto, romantico. La scelta era ricaduta appunto sul romanzo della Premoli; il libro era uscito da recente e il fatto che fosse scritto da un’autrice italiana mi aveva parecchio incuriosita. Certo, all’epoca tutto quel polverone, quelle lettere cubitali che lo definivano il caso editoriale dell’anno, avrebbero già dovuto mettermi una piccola voce nell’orecchio, ma ripeto, quando sono affetta da  “romantichite”, è difficile riflettere con un po’ di senno. Quindi l' ho acquistato, e, aspettandomi un libro da batticuore, ho iniziato a leggerlo tutta felice. Povera illusa. 
La scrittura è corretta, frizzante, e fluida, ma il contenuto è anonimo, privo di spessore e di originalità. Lo so, il genere non mi dava grandi aspettative,  ma almeno mi sarebbe piaciuto provare qualcosa, e non parlo solo della fastidiosa indifferenza che mi ha lasciato alla fine. La trama è talmente banale che potrei riassumerla in poche righe: due persone che lavorano nello stesso ufficio, ma che si odiano per motivazioni idiote. Lui, ricco, figo e con una fila di donne sbavanti dietro la sua porta, lei, mediocre, acida e sempre prima donna della situazione. Al capo viene la brillante idea di farli lavorare assieme a un progetto, e i due scoprono che sono inevitabilmente attratti l’uno dell’altra...
La trovate banale? Sì, ma in fin dei conti la trama non è poi così importante, perché anche quella più semplice sarebbe potuta diventare meno annacquata e insipida, se solo l’autrice non avesse inserito personaggi così stereotipati e dialoghi poco convincenti, per non parlare poi del finale che, essendo reduce da una partenza senza fondamenta solide, risulta sdolcinatamente forzato e sciocco. Non penso vi avrei mai parlato di Ti prego, lasciati odiare se pochi giorni fa non avessi letto la scioccante notizia che questo romanzo non solo era stato scelto come partecipante della 61° edizione del Premio Bancarella, ma che...mettetevi a sedere... aveva anche vinto!
Cosa? Cosa? Ripeto: cosaaaaaaaaaaa? Fermi tutti, ragioniamoci. Com’è possibile che un romanzo del genere abbia potuto vincere un premio di questo calibro? Non ha qualità, non ha una morale, né tantomeno emozioni, è solo una brutta copia di una storia romantica già assaggiata e riassaggiata in diversi piatti. Non voglio fare il Brontolo della situazione, quella che critica a prescindere con la puzza sotto il naso i libri romance, se siete lettori più o meno assidui del mio blog potrete ben vedere che è un genere che apprezzo tantissimo, ma qui si parla di un premio importante che ha dato voce e riconoscimento a scrittori quali Hemingway, Pasternak, Singer, la Fallaci, Eco e mi intristisce moltissimo vedere che nel 2013 a fare le veci di questa enorme cultura vi sia un libro di così scarso potenziale. Va bene che i tempi cambiano e che il mondo va avanti, ed è anche normale che i gusti, i temi, il linguaggio e lo sviluppo di una storia vengano direttamente o indirettamente influenzati da ciò che ci circonda, ed è anche vero che Ti prego, lasciati odiare rappresenta un pò il tipico libro di un genere che si sta diffondendo a macchia d' olio nella nostrà società ultimamente, ma da qui a nominarlo vincitore,  da qui a dire che il romanzo della Premoli rappresenta una novità, ne corre di acqua sotto i ponti. Allora mi chiedo: le persone  che lo hanno votato, vogliono proprio leggere queste banalità? Storie dove se il protagonista maschile non ricco e stupendo allora è uno sfigato di prima categoria? Storie dove una donna ha lo stimolo di migliorarsi solo per un uomo, e non prima per sè stessa? Volete veramente questo? Io spero proprio di no. In conclusione, tralasciando l’argomento Premio Bancarella e ritornando solo al libro, posso dire con sicurezza che lo avrei sconsigliato anche prima di sapere di questa orribie vicenda. Sono sicura, infatti, di aver letto decine di Harmony migliori di questo romanzo. 



Casa editrice "Newton Compton", collana" Anagramma". Pagine 318. Prezzo 9,90€. Ebook disponibile, prezzo 4,99€.

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- Sole -

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