7.23.2013

FATEFUL - Claudia Grey

 Fateful non è stato il mio primo approccio con quest’autrice, di lei, alcuni anni fa, ricordo di aver letto Evernight, capitolo iniziale di una saga fantasy dove i vampiri erano gli elementi sovrannaturali. Purtroppo ricordo anche che per quanto fosse stato carino, Evernight non mi aveva preso tanto da spingermi ad acquistare i seguiti e quindi avevo un po' lasciato perdere questa scrittrice. Alcune settimane fa, però, mi sono imbattuta in Fateful e, letta la sua trama alquanto bizzarra, ho deciso di dargli una seconda opportunità. Dico trama bizzarra perché in questo libro il fantasy si fonde con il passato, più precisamente con un evento avvenuto nel 1912, ed ero molto curiosa di scoprire come la Grey fosse stata in grado di conciliare la sua fantasia con aspetti storici che richiedevano veridicità e rigore assoluto. Fateful è un libro autoconclusivo. Siamo nel 1912 in Inghilterra e Tess è una domestica diciottenne che lavora presso la ricca famiglia Lisle. Com’era tipico in quel periodo, molte famiglie decidevano di cambiare la loro vita migrando nel nuovo continente in cerca di fortuna o, nel caso dei Lisle, farla fruttare ancora di più. Tess, in quanto domestica, li segue, ma non accenna al fatto che una volta arrivata in America li avrebbe lasciati per costruirsi un futuro tutto suo con i soldi che era riuscita a risparmiare fino a quel momento. Il destino vuole, però, che alcuni giorni prima di salire sulla nave che li avrebbe portati a destinazione, il Titanic, Tess incontra un affascinante ragazzo che la salva da alcuni uomini che la infastidiscono. Riconoscente e grata, Tess si sente subito attratta da quel ragazzo selvaggio dagli occhi magnetici, ma convinta di non vederlo mai più cerca di dimenticarlo e di prepararsi per il viaggio imminente. Tess, invece, rincontrerà molto presto il giovane, che scoprirà chiamarsi Alec, proprio lì sulla nave, ma la gioia di rivederlo si assopisce non appena scopre che lui appartiene a una ricca famiglia americana, e che, ovviamente, non vorrà mai avere nulla a che fare con una sciatta domestica di terza classe. Inutile dire che le strade di questi due personaggi avranno modo di incrociarsi diverse volte, soprattutto quando uno strano uomo di nome Mikhail sembra intenzionato a volere fare del male alla povera Tess e Alec l’unico in grado di poterla salvare. Inoltre, le disavventure dei protagonisti non sono finite qui, perché mentre un forte sentimento inizia a crescere fra loro, e il destino del Titanic incomincia la sua orribile fine, Tess dovrà anche fare i conti con un terribile e oscuro segreto del ragazzo che potrebbe mettere in pericolo la loro relazione e la sua vita. I protagonisti del romanzo sono ben caratterizzati: Tess è una ragazza forte, speranzosa e piena di volontà nonostante tutti i tristi episodi che ha dovuto superare nella sua giovane vita, mentre Alec è un ragazzo intelligente, coraggioso, ma allo stesso tempo abbattuto a causa di quel segreto che ogni notte lo trasforma in un mostro. Il loro rapporto è narrato sempre in maniera molto elegante e dolce, e non mi è mai risultato troppo banale. Sia chiaro, è un libro da leggere con estrema spensieratezza: purtroppo dopo averlo terminato non mi ha lasciato granché, ma nonostante ciò ha una trama abbastanza originale per il genere. Appunto perché questo è un libro indirizzato ai giovani, al passatempo, non sto qui a soffermarmi molto sulle imperfezioni storiche dell’autrice, in quanto anche lei stessa ha detto di essersi presa certe libertà. Consigliato per chi ama le storie d’amore fantasy, leggere e frizzanti, ma anche con un pizzico di novità!


VALUTAZIONE
★★★ /5

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 Vi auguro una bellissima giornataRestate collegati.

Vostra, 
Marty

7.18.2013

ODYSSEA. OLTRE IL VARCO INCANTATO - Amabile Giusti


Con Odyssea, oltre il varco incantato è stato subito amore a prima vista. Colpita da questa stupenda copertina, così profonda e intrigante, il libro mi è saltato immediatamente all’occhio, sebbene fosse immerso fra gli altri compagni fantasy. Letta la trama poi sono come impazzita, e sapevo sin da subito che doveva essere mio. Tornata a casa non ho resistito, e anche se dovevo studiare, studiare e studiare, mi sono detta: ma sì, solo cinque minuti! Il problema è che quei cinque minuti si sono trasformati in un giorno e mezzo di lettura incessante, mandando lo studio a farsi benedire. Il libro inizia presentandoci Odyssea, una ragazza troppo alta, troppo magra, e non bellissima che viene costretta dalla madre a fuggire da una casa all’altra, città dopo città, senza una ragione precisa. Sua mamma Grace non le ha mai dato spiegazioni coerenti riguardo ai motivi di queste fughe, così come non le ha mai raccontato come fosse morto suo padre, e Odyssea ha smesso di chiedere, per evitare di farla soffrire e perché in fin dei conti quella è la sua normalità, non ne ha mai conosciuta un’altra. Però, questa volta, qualcosa è diverso perché la destinazione dell'ultima fuga non è un’altra città sperduta dagli edifici grigi e anonimi, ma Wizzieville, la sua città natale.  
"Attraversarono quello che somigliava sempre più a un passaggio segreto verso qualcosa e infine, al di là, oltre il bosco che aveva cessato di apparire cupo e si era trasformato in uno scenario più simile a un giardino, Odyssea vide che quello era indubbiamente l’ingresso di una città." 
Wizzieville, con le sue case perfette, i suoi battiporta che prendono vita, i lampioni sospesi, mi è piaciuta sin dal primo istante. Qui, Odyssea, avrà modo di incontrare l’equilibrata e dolcissima nonna Augusta, la buffa governante Joyce e capirà che lei, che si era sempre sentita meno di niente, in realtà discende da una famiglia di streghe e maghi. Odyssea è un’eroina assolutamente fuori dalla norma, dico così perché della solita eroina a cui siamo abituati non ha proprio niente in comune. Io l’ho adorata. Innocente, dolce, imperfetta, ma allo stesso dotata di una forza di volontà e di un coraggio invidiabili. Poi, la parte del libro che penso abbia fatto tremare le gambe a molte lettrici: l’incontro con Jacko. Jacko è un ragazzo emarginato, più grande di alcuni anni, chiuso, poco propenso alle smancerie e troppo bello perché presti attenzione a una come lei, eppure per Odyssea è amore a prima vista.
"Adesso era veramente fuori posto. Era una ragazzina imbranata e magra con un ago da lana che, all’improvviso, si trovava di fronte a tu per tu con un giovane tizio che sembrava avere poco più di vent’anni, alto e snello, con occhi scurissimi e in quel momento indignati, e un sipario di capelli copiosi e ingarbugliati che gli ricadeva sul viso e sulle spalle, con una ciocca, una grossa virgola umida, incollata a una guancia.
Indossava pantaloni di cuoio infilati dentro stivali logori e una camicia bianca che fuoriusciva dai calzoni, con le maniche arrotolate fino ai gomiti.
Se ne stava lì, immobile, come se attendesse una spiegazione convincente alla sua intrusione, ma non fosse affatto certo che quella ragazzina potesse fornirgliene una."
Fra nuovi incontri e la crescita di un sentimento che nemmeno lei riesce a capire, Odyssea scopre che quella cittadina incantata, stupenda è irreale, non è poi così perfetta come sembra e che qualcosa, o meglio qualcuno, non vede l’ora di farle del male. Odyssea è un libro meraviglioso, magico, da batticuore... non saprei nemmeno io quale aggettivo usare per definire bene il sentimento che ho provato, e che provo tuttora, nel (ri)leggerlo. Credo che il punto di forza di questo libro non sia tanto il lato magico, anche se descritto benissimo e molto intrigante, ma l' introspezione e la crescita dei personaggi. Amabile Giusti è sicuramente stata abilissima nel creare i suoi protagonisti, che li ho trovati così ben delineati, ricchi di pregi e difetti, da farli sembrare persone vere in carne e ossa. Amerete questa storia, ne sono sicura, amerete Odyssea, una vera sedicenne alle prese con le sue paure e le sue nuove scoperte e Jacko, per…va bè, Jacko lo amerete punto!
 
VALUTAZIONE
★★★ /5


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 Vi auguro una bellissima giornataRestate collegati.

Vostra, 
Marty

7.15.2013

IO PRIMA DI TE - Jojo Moyes

Questa è forse una delle recensioni più difficili per me. Non perché il libro sia stato complicato o che altro, ma perché ancora oggi ho un grosso magone bloccato in gola che non vuole decidersi a scendere giù.  Si sente spesso dire che i libri ti cambiano la vita e, sebbene io sia una vorace lettrice, posso dire di aver capito a pieno questa affermazione solo dopo aver terminato Io prima di te. Questa è la storia di un incontro straordinario, unico e prezioso, fra un uomo e una donna così diversi tra loro che sarebbe stato impossibile pensare che prima o poi le loro strade si sarebbero anche solo incrociate. Louisa, Lou, ha ventisei anni, un lavoro in un bar che adora, un fidanzato, una famiglia che le vuole bene. Purtroppo Lou perde il lavoro e siccome in casa tutti dipendono da lei, è costretta subito a cercarne uno nuovo. Dopo svariati lavori lampo, all' ufficio di collocamento le viene fatta un' offerta particolare: stare affianco ad un tetraplegico e fargli compagnia. In seguito a brevi momenti di dubbio, Lou decide di accettare il lavoro, in parte spinta anche dal fatto che è ben pagato e che l' incarico dura solo sei mesi. Will ha trentacinque anni, da due paralizzato dal petto ai piedi  e bloccato su una sedia a rotelle. Will è scontroso, freddo, sempre di cattivo umore e non sopporta la sua vita, lui che prima di quello stupido incidente era un uomo in carriera, bello e pieno di vita. Il loro incontro non è dei migliori e Lou comincia a pensare di aver fatto una sciocchezza ad accettare il lavoro. Eppure con il passare delle settimane inizia a conoscerlo meglio e a capire quando Will è sereno e in vena dei suoi commenti sarcastici e acuti, o quando è una giornata no e Will è in preda ai suoi terribili dolori. Fra loro nasce un sentimento profondo, intimo ed estremamente dolce. Un sentimento che va al di là di tutte le convinzioni e divieti prefissati da quella situazione estrema, e che li cambierà profondamente.



" Sei scolpita nel mio cuore, Clark, fin dal primo giorno in cui sei arrivata con i tuoi abiti ridicoli, le tue terribili battute e la tua totale incapacità di nascondere ogni minima sensazione."


Io prima di te è un libro che narra un amore poco convenzionale. Uno di quei romanzi che raramente ho avuto il piacere di avere fra le mani. Una di quelle poche storie che è stata capace di far tentennare ogni mia convinzione e di obbligarmi a riflettere su alcune questioni che, sono convinta, non avrei mai preso in considerazione se questo libro non me le avesse spiattellate in faccia. Ho pianto tanto leggendolo, ma ho anche sorriso spesso e, grazie a Lou e Will, mi sento come diversa...sì, posso dirlo, quasi più ricca.


VALUTAZIONE
★★★ /5

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 Vi auguro una bellissima giornataRestate collegati.

Vostra, 
Marty

7.05.2013

THE HELP - Kathryn Stockett

 1962. Mississippi, America. Sono gli anni della bella vita, della televisione, delle gonne a ruota, delle partite a Bridge, insomma, gli anni di un’America serena ed equilibrata. Questo equilibrio, però, non basta più a Eugenia, o meglio a Skeeter, che è appena ritornata a casa dopo l’università. A lei non importa proprio diventare una brava moglie come le sue amiche e non vuole possedere una bella casa o sfornare un figlio dopo l’altro per poi doverlo lasciare nelle mani di una domestica, il suo sogno è quello di diventare una scrittrice. Skeeter è una protagonista di cui, metto la mano sul fuoco, v’innamorerete di certo. Con i suoi indomabili capelli ricci, la sua cattiva predisposizione all’amore è la sua bontà, Skeeter rappresenta la donna della nuova generazione, acuta e di mente aperta. Perché parlo di mente aperta? Perché vi ricordo che siamo nel 1962, in Mississippi per giunta, uno degli stati più razzisti degli Stati Uniti e sebbene siano gli anni del televisore, delle gonne a ruote, della bella vita, sono anche gli anni dei bagni separati, del Klu Klux Klan, delle persone di colore obbligate a doversi sedere sul fondo degli autobus. Ed è qui che conosciamo altre due strepitose protagoniste: Aibileen e Minny. Aibileen e Minny sono due domestiche di colore (da notare che in inglese "domestica" viene chiamata proprio " the help", l'aiuto, appunto come il titolo) che da quando sono giovani lavorano nelle case dei bianchi, le puliscono e badano ai loro bambini. Aibileen è la mamma chioccia, buona come un pezzo  e dolcissima.  In tutta Jacksonville non c’è nessun’altra domestica che abbia cresciuto tanti bambini quanto lei, probabilmente anche perché grazie a loro riesce in parte a colmare il vuoto lasciato dalla prematura perdita del suo unico figlio, morto per mano del razzismo. Minny, invece, è la più vivace: cicciottella, lingua lunga e dotata di un macabro senso dell’umorismo, mi ha fatto più volte impazzire dalle risate. Come Aibileen, neanche per lei la vita è stata generosa, sebbene cerchi di negarlo sempre, lasciando che le sfuriate del marito violento restino dentro le quattro mura di casa. Ma quando Skeeter ottiene un lavoro come redattrice di una piccola rubrica domestica presso il giornale locale, le loro vite cambieranno di punto in bianco. Sì, perché Skeeter, del tutto incompetente, chiede aiuto alle domestiche delle sue amiche, che sono proprio Aibileen e Minny.  
È durante questi incontri che Skeeter comincia a capire che le due donne hanno molto di più da raccontare rispetto quella stupida rubrica di miss Myrna. Nascono così incontri segreti, pomeriggi interi, dove Skeeter con blocco e matita, ascolta le storie di Aibileen e Minny e le trascrive. Storie di tante famiglie in cui hanno lavorato, di bambini cresciuti come fossero i propri, di madri incapaci addirittura di cambiare un pannolino, di umiliazioni e di piccole soddisfazioni. Molte altre domestiche arriveranno a raccontare il loro punto di vista, e quando Skeeter raggiunge storie a sufficienza, le manda ad una casa editrice Newyorkese che le trasforma in un  libro. The help è uno di quei romanzi che ti entra nel cuore subito dalla prima pagina. Con il suo stile realistico, ironico e a tratti quasi crudo, l’autrice ci immerge in un passato non tanto passato, in fin dei conti, e non ci racconta favole a lieto fine, seppiatelo sin da subito, ma è comunque in grado di farci sentire più forte e capaci di credere, anche solo per un momento, di poter eliminare quelle bigotte e cattive convinzioni che ancora oggi, come allora, influenzano la nostra società.




Casa editrice Mondadori, collana "Omnibus". Pagine 524. Prezzo 18,00 €. Edizione economica disponibile, prezzo 10,50 €. E-book disponibile, prezzo 6,99 €
Restate collegati:D

- Sole -

7.02.2013

UNO SPLENDIDO DISASTRO - Jamie McGuire

Innanzi tutto parto dicendo che vengo in pace e che ogni mia affermazione non vuole polemizzare o sminuire, ma solamente dimostrare una mia opinione. Detto questo, passiamo al succo della recensione. Io ho odiato questo libro... profondamente! Ma questo non è tutto, ora che mi trovo di fronte al PC a scrivere questa recensione, e a dover riflettere con più attenzione, mi accorgo di quanto questo libro sia sempre peggiore. Perché, direte giustamente voi? Iniziamo dalle fondamenta. L’ambientazione. Ci troviamo in un’università, e fin qui non c’è nulla di male visto che è il " set" di molti New Adult, genere che adoro, ma l’autrice non ci dice nient’altro riguardo atmosfere e ambientazione perché in questo libro non esistono le descrizioni! Sono quasi del tutto assenti, se non nei momenti più intimi. La storia inizia con Abby, che ci viene presentata come la ragazza della porta accanto, innocente, sensibile e con tanto di cardigan e orecchini di perle, che, assieme alla sua amica America, partecipa a una specie d’incontro di lotta. Ovviamente uno dei due lottatori è l’altro protagonista, Travis, presentato come un dio del sesso, tatuato e invincibile. L’incontro fra queste due persone è l’epopea del romanticismo: Abby, che fino a quel momento ragiona ancora come una persona normale, e si sente un po’ impaurita da quella strana situazione tanto che vorrebbe aggrappassi al braccio della sua amica, rimane all’improvviso affascinata dagli addominali scolpiti di Travis (non sto scherzando, c'è scritto nel libro!) e decide non solo di entrare nel ring, ma anche di mettersi in prima fila in modo da avere una " visuale più aperta". E qui la scena migliore. Travis aka Bruce Lee colpisce l’avversario al naso così forte che il sangue va a finire sul cardigan di cashmere di Abby e, in seguito, lui si avvicina e la ripulisce. Abby non solo non reagisce, ma quando la sua amica le va incontro per chiederle cosa facesse così vicino, lei risponde con un: "Sono venuta a vedere un incontro, no?"! Ma sì, chi se ne frega se hai tre litri di sangue addosso!!Da questo momento Travis, rimasto così affascinato da lei, inizia a starle sempre vicino, ma Abby non cede perché è una brava ragazza e non vuole cadere sotto le sue grinfie. Il fato, però, vuole che la doccia della sua stanza si rompa e che Travis, prontamente, si offra di ospitarla nella sua stanza per il periodo necessario ad aggiustarla, e indovinate cosa fa lei? Accetta, ovviamente! Sì, perché se a me mi si rompe la doccia della mia camera, non vado a chiedere alle mie amiche se posso usare la loro, no, vado a stare nella stanza dell’unico ragazzo che non vede l’ora di portarmi a letto. Questa " convivenza forzata" che, secondo Mrs. McGuire, sarebbe servita a portare gli ormoni di tutte le lettrici alle stelle, a me non è servita ad altro che ad affermare quanto questi due personaggi siano vuoti e privi di spina dorsale. Sì, perché l’innocente Abby, non è altro che una grandissima troietta, priva di cervello e buon senso, mentre l’indomabile Travis un cagnolino, assurdamente maschilista e con un bisogno sfrenato di qualcuno che lo aiuti a contenere l’ira. Non mi dilungo ulteriormente sulla trama, perché non credo ce ne sia bisogno, e inoltre la mia opinione è già venuta fuori fin troppo. Vi dico solo di prepararvi a un finale allucinante!
VALUTAZIONE
★★ /5

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 Vi auguro una bellissima giornataRestate collegati.

Vostra, 
Marty

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